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Ascolti Tv. L’anima e il cuore di Domenico Iannacone incantano pubblico e critica

Domenico Iannacone Egy Cutolo Che ci faccio qui Rai3
Domenico Iannacone con Egy Cutolo in Che ci faccio qui

Gli ascolti Tv e i dati Auditel di lunedì 14 dicembre 2020, in tarda serata, vedono su Rai3 la terza puntata del nuovo ciclo di Che ci faccio qui di e con Domenico Iannacone e prodotto dalla Hangar TV di Gregorio Paolini sfiorare il 6% di share con quasi un milione di spettatori. Numeri altissimi per un tema divisivo, in un’Italia costellata di episodi di omofobia e transfobia, culminati nella vicenda di Caivano, con il tragico caso di cronaca di Ciro Migliore e della compagna, Maria Paola Gaglione, morta in un incidente provocato dal fratello di lei, ostile alla relazione omosessuale.

Domenico Iannacone Egy Cutolo Che ci faccio qui Rai3
Egy Cutolo con Domenico Iannacone

Egy Cutolo, libera di essere la donna che era sempre stata

Io e te, la terza tappa del viaggio del giornalista, regista e conduttore, era dedicata a Egy Cutolo, nata in un corpo maschile a Sarno e imprigionata per molti anni nella “gabbia” della propria fisicità contrastante con la sua natura femminile. Una prigione dalla quale Egy è uscita, librandosi sulle ali della femminilità che aveva da sempre albergato in lei, grazie alla sua determinazione e all’amore della sua famiglia e di Carmine – poi diventato suo marito. Domenico Iannacone l’aveva conosciuta sette anni fa mentre era ancora in transizione, e l’ha ritrovata, con il garbo che lo contraddistingue, donna sicura di sé e titolare di una casa di moda di successo. Che ha voluto aprire proprio nella sua natia Sarno, piccola cittadina che l’aveva vista soffrire ma anche diventare forte, poiché ognuno “ha il diritto di essere ciò che è ovunque”.

Egy Cutolo
La nuova carta d’identità di Egy Cutolo

Un divenire continuo

Emblematico il momento in cui Egy ha mostrato la sua nuova carta d’identità a Domenico Iannacone. E alla domanda: “Segni particolari?”, la giovane ha risposto: “Nessuno”. Quella nuova, semplice, ordinaria, asetticamente burocratica carta d’identità è pervasa da una forte carica simbolica e appone un sigillo ufficiale a una verità ora palesatasi in tutta la sua trasparenza. Ciò che Egy è stata sempre dentro di sé ora lo è anche fuori, senza alcun “segno particolare”. Perché l’identità di genere, come ha ribadito il cognato di Egy, Carmine Carillo, non è data per sempre, non è imposta come una condanna. Lungi dall’essere immutabile e immutata, è bensì un divenire continuo, rinegoziabile nel tempo.

Un’altra puntata indimenticabile di Che ci faccio qui, un altro gioiello per il servizio pubblico. Ancora una volta l’anima e il cuore di Domenico Iannacone hanno fatto centro, malgrado l’orario impossibile nel quale va in onda. Qui è possibile rivedere la puntata su RaiPlay.

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