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Caso Fedez: Anzaldi: “La vera censura è il non rispetto del pluralismo nella Rai dei 5 Stelle”

Fedez Primo Maggio

Intervistato a Radio Cusano Campus, il Segretario della Commissione. di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, Deputato di Italia Viva, ha commentato il caso Fedez-Rai. “Noi oggi parliamo di censura e siamo tutti sconvolti, ma la censura è quotidiana. Se un artista viene invitato sul palco a parlare è antipatico e disdicevole che qualcuno lo chiami e gli dica che è meglio se non dici certe cose, soprattutto se si tratta di un artista. Ma quello che è censura vera, e lo dice l’Agcom, è che non viene rispettato il pluralismo”.

E precisa: “Questa Rai, la Rai dei 5 Stelle è la prima che ha avuto una multa dall’Agcom. E’ la Rai che a me ha negato l’accesso agli atti sull’elezione di Foa. Quando è stata fatta questa Rai il Pd era all’opposizione, è la Rai gialloverde. Quando ero nel Pd ho fatto esposti per dire che era irregolare l’elezione di Foa e tuttora è negato l’accesso agli atti. Quando eravamo noi al potere alcune cose si sono fatte, come la riforma della Rai. La politica ha il dovere di verificare che i soldi degli italiani vengano spesi bene, non è un problema di lottizzazione, il problema è: chi va a ricoprire quel ruolo ha il curriculum per farlo?”

“La Rai del passato che era super lottizzata era super efficiente” prosegue l’On. Anzaldi, “è stata la Rai che ha fatto diventare grande l’Italia. Il problema è la scelta delle persone, che vengono scelte non per il curriculum ma perché sono ubbidienti. Draghi ha l’opportunità di scegliere persone efficienti e chiedere a tutti i partiti di esprimere consiglieri di amministrazione con grandi qualità per far sì che la Rai faccia un salto. Per adesso però mi sembra che non se ne parli“.

Inoltre, l’On. Anzaldi, in un post su Facebook rincara: “La rivelazione della Stampa secondo cui a fronte di un pareggio di facciata i conti Rai farebbero registrare in realtà un buco sostanziale da 120-150 milioni di euro, che emergerà con il prossimo bilancio, è gravissima: ora il Governo Draghi e in particolare il ministro Franco hanno la responsabilità di accelerare per l’insediamento del nuovo Cda, che deve entrare in carica prima possibile per rimettere in ordine i conti, a partire dalle decisioni sui prossimi palinsesti che non possono in alcun modo restare in mano a questi vertici ormai scaduti”.

Un’informazione Rai allo sbando, insomma, caratterizzata da una ormai cronica sciatteria e da un palese appiattimento dei contenuti che si riverbera anche sugli ascolti, come da nostra disamina qui.

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