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Denise Pipitone: vergognoso che anche la Rai abbia contribuito al bieco sciacallaggio mediatico

Si è concluso infine nella maniera più triste il giallo sul caso di Denise Pipitone che si voleva e sperava finalmente ritrovata, e tornata nei panni della ventenne Olesya Rostova. L’avvocato di Piera Maggio, mamma di Denise, ha smentito ufficialmente che la Rostova sia la piccola scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo in provincia di Trapani. Non aggiungiamo altri dettagli per rispetto.

Un giallo, dicevamo, che ha tenuto banco per giorni e giorni sulla stampa ma soprattutto nei talk show televisivi, che hanno dedicato ore e ore a raffronti fisiognomici più azzardati, alle ricostruzioni più fantasiose, alle congetture più temerarie speculando impietosamente sul dolore di una madre che ha sempre continuato a cercare la propria figlia, svanita nel nulla non si sa come e senza un perché.

Un bieco sciacallaggio mediatico, ancor più vergognoso in quanto ha coinvolto direttamente anche i programmi delle tre reti Rai, da mane a sera, alimentando il ben noto teatrino della “tv del dolore” che ha sempre le stesse riprovevoli forme e lo stesso esecrabile linguaggio. Un teatrino nel quale si stentava a distinguere la tv commerciale da quella pubblica, con gli stessi spregiudicati opinionisti che transitavano senza sosta da una rete all’altra a gonfiare il dibattito, girando e rigirando il dito nella piaga per lasciare ogni volta il segno di una lacerazione più profonda. Davvero, da cittadini che paghiamo il canone, ci meritiamo questi irrispettosi orrori?

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