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“Giuseppe Conte”: il prodotto di marketing che aveva fregato tutti non funziona più

Giuseppe Conte sapiente prodotto di marketing

di Marco Zonetti

Nei primi mesi del 2019, in pieno Governo giallo-verde e con Matteo Salvini che rubava la scena al suo omologo Luigi Di Maio divorando inesorabilmente i consensi del M5s, avvisavo di prestare molta attenzione a Giuseppe Conte.

Il “vaso di coccio tra i due vasi di ferro”, come veniva definito dalla stampa poco attenta, sembrava schiacciato dalle due figure ben più mediaticamente forti, e invece – nel suo ruolo di “mediatore” cucitogli addosso dalla Casaleggio & Associati – conquistava ampi consensi nelle sterminate praterie di elettorato moderato non rappresentato da nessuno.

Da Salvini a Boldrini in una sola notte

Quegli ampi consensi nei confronti di Conte, dilaganti tra persone altrimenti illuminate che vedevano come la peste il M5s, mi fecero intuire come la Casaleggio & Associati avesse di nuovo centrato il bersaglio. L’acqua cheta “Giuseppe Conte” era in realtà un efficacissimo e rampante prodotto di marketing che avrebbe presto stupito tutti quanti. Qualche mese più tardi, Conte diventava infatti Presidente del Consiglio di un esecutivo di Centro-Sinistra con dentro il partito di Laura Boldrini quando solo il giorno prima capeggiava un Governo di Centro-Destra a forte trazione sovranista e salviniana. Un evento mai accaduto nella storia della Repubblica italiana, e probabilmente nella storia politica mondiale.

Attraverso lo specchietto per le allodole dell’uomo mite ed elegante dall’impeccabile pochette, la Casaleggio & Associati aveva infine raggiunto il suo scopo: conquistare il Paese. Malgrado il passaggio dal Centrodestra al Centrosinistra in una sola notte, Conte godeva (e gode ancora, seppur in calo inesorabile) di un nutritissimo consenso. Accresciuto ulteriormente in Primavera dall’emergenza Covid-19, nella quale egli è assurto quasi alla santità (grazie anche all’abile propaganda della solita Casaleggio).

Prigioniero del Grande Fratello

Ora, in vista di un secondo lockdown dovuto anche a una gestione maldestra dei mesi immediatamente successivi alla riapertura, l’efficace prodotto di marketing inizia a mostrare le sue debolezze. E soprattutto il suo essere prigioniero delle dinamiche pentastellate alla Grande Fratello, che si esprimono nell’egemonia di Rocco Casalino, suo inamovibile e potentissimo portavoce.

Ora che il contesto nazionale è radicalmente mutato; adesso che gli italiani non abboccano più all’aplomb e all’ordinata pochette; in questo momento storico in cui la seconda ondata del virus mette a nudo i tantissimi errori di gestione governativa; mentre il M5s si perde tra sterili discussioni su mandati e alleanze quando siamo sull’orlo di una guerra civile, il prodotto di marketing “Giuseppe Conte” scontenta sempre più il suo target di riferimento e diviene obsoleto. Pronto alla sostituzione con qualcosa di più credibile. Si spera questa volta che, invece dell’artificioso frutto di un’efficace strategia di marketing, possa arrivare un vero leader degno di questo nome.

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