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Gruber grillina ad honorem esige il buon esempio altrui ma lei non lo dà

Era l’8 dicembre 2020, giorno dell’Immacolata Concezione, quando una particolarmente agguerrita Lilli Gruber partì nel suo salotto di Otto e mezzo su La7 con una filippica piuttosto accesa (e inconsueta per la giornalista, di solito piuttosto misurata) contro la sua ospite Maria Elena Boschi. Rea, quest’ultima, di essersi abbassata la mascherina all’aperto per baciare il suo compagno Giulio Berruti. Baci immortalati da Chi, e prontamente mostrati nel programma di La7 quando invece la capogruppo alla Camera di Italia Viva cercava d’illustrare la destinazione delle risorse del Recovery Fund.

Mentre la Boschi provava a rispondere pacatamente alle invettive della Gruber, quest’ultima procedeva a tuonare contro l’ospite, colpevole di non aver dato il “buon esempio” in quanto “personaggio pubblico”. A nulla servivano le giustificazioni della deputata sul fatto che lei e Berruti sono di fatto “congiunti”, il che rendeva di fatto superflua la mascherina. No, l’esagerato crucifige della Gruber non conosceva sosta.

Era l’epoca della crisi di Governo e dello strappo di Matteo Renzi contro l’ex Presidente del Consiglio Conte – strappo che poi portò alla sua caduta e all’arrivo di Mario Draghi – e molti scorsero nei toni esageratamente infervorati della Gruber una sorta di rivalsa contro Italia Viva e, per la proprietà transitiva, contro Renzi. Insomma, Lilli si scagliava contro Maria Elena con il pretesto della mascherina abbassata, ma in realtà ce l’aveva con il leader di Iv per aver innescato la guerra contro l’allora Premier grillino, molto amato – a tutt’oggi – dalle parti di La7 e di Otto e mezzo. Nei giorni successivi, la condotta della padrona di casa contro l’ospite fu piuttosto stigmatizzata sui social network, anche dai detrattori della stessa Boschi. E a poco a poco la polemica, come sempre accade, finì nell’oblio assieme alle tante diatribe televisive.

Ma le strade dell’inferno, come si sa, sono lastricate da buoni propositi, e il fervido impegno civico propugnato da Lilli contro le colpevoli trasgressioni di Maria Elena ha finito per infrangersi contro le foto scattate dai paparazzi di Chi – sempre loro – che hanno immortalato la conduttrice di Otto e mezzo intenta a baciare all’aperto il marito Jacques Charmelot, entrambi con la mascherina rigorosamente abbassata. Ma come, Lilli non è a sua volta un “personaggio pubblico”? Non è colei che, ogni sera, snocciola i dati tragici della pandemia e insiste sul rispetto delle misure restrittive? Non è la stessa che inveiva contro la Boschi quella sera dell’8 dicembre 2020 esigendo da lei il “buon esempio”?

Predicare bene e razzolare male, insomma. Una linea di condotta “grillina”, tipica di quelli che puntavano il dito chiedendo le “dimissioni in cinque minuti” quando erano indagati gli avversari e glissano quando invece a essere indagati sono loro. Di quelli che gridavano “fuori la politica dalla Rai” quando non governavano e che, non appena giunti a Palazzo Chigi, hanno occupato finanche l’ultimo sgabello a Viale Mazzini. Di quelli che si scagliano contro i “furbetti del vaccino” per poi saltare la fila per farsi vaccinare.

Non sarà che, a forza di frequentare le stanze della filopentastellata La7, anche la Lilli nazionale sia diventata un filino troppo grillina pure lei? Un po’, dobbiamo ammettere, ce n’eravamo accorti.

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