Il fango invade Stromboli. Anzaldi: “L’incendio sul set Rai colpevole del disastro”

il fango invade Stromboli

di Marco Zonetti 🖋️

L’Onorevole Michele Anzaldi (Uv), Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, ha pubblicato sui suoi profili social – corredandolo con una serie di foto (visibili in calce a questo articolo) – un post di denuncia relativo alle tragiche condizioni in cui versa al momento Stromboli, invasa da un impressionante fiume di fango dopo l’ondata di maltempo che ha investito l’isola in queste ore. Scrive l’On. Anzaldi: “Stromboli si è risvegliata invasa dal fango, in un disastro annunciato. Dopo il devastante incendio originato dalla fiction Rai che ha bruciato tutta la vegetazione, l’assenza di alberi e piante ha consentito alle forti piogge di portare nelle case colate di detriti. Le foto che arrivano dall’isola sono impressionanti”.

E ancora: “dove sono i risarcimenti di chi ha creato questo disastro? Davvero la Rai può pensare di lavarsene le mani, andare avanti con le riprese come se nulla fosse e abbandonare Stromboli senza muovere un dito? Chi ha creato questa devastazione deve pagare. Perché nessuno ha risposto alle lettere ufficiali della Pro Loco e delle guide vulcaniche che chiedevano di intervenire sui sentieri, rafforzare la presenza quasi inesistente di forestali sull’isola, mettere subito in campo un piano di bonifica?”.

Il suddetto devastante incendio – di cui si era occupato a profusione il Tg di Antonio Ricci, Striscia la Notizia, con l’inviato Pinuccio – era scoppiato sull’isola il 25 maggio 2022, originato sul set della fiction Rai Protezione Civile con protagonista Ambra Angiolini. E fin dal 26 maggio la Pro Loco Amo Stromboli e le guide vulcaniche avevano chiesto immediati interventi alle autorità competenti e alle istituzioni, poiché – a seguito del rogo – vi era il rischio che “il terreno di natura friabile e sabbioso potesse dilavare a valle a seguito delle prime piogge, con grave danno per l’incolumità degli abitanti”. La Pro Loco Amo Stromboli insisteva altresì sull’urgenza di mettere in sicurezza la zona incendiata e di bonificare l’area, liberandola dai detriti dell’incendio. Appelli oltremodo tempestivi che, tuttavia, come abbiamo visto non hanno ricevuto risposta.

Ricordiamo che l’On. Michele Anzaldi (Iv), Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, aveva già presentato due interrogazioni al riguardo. Nella prima, indirizzata alla Rai, il Deputato premette che: “Secondo quanto ha dichiarato l’assessore regionale siciliano al Territorio, Toto Cordaro, l’incendio è ‘scaturito sul set della fiction sulla protezione civile’, che si sta girando sull’isola, e la fiction, secondo notizie di stampa, è destinata alla trasmissione sui canali Rai”. E il Deputato di Italia Viva ricorda che: “Sono in corso indagini della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto per verificare la dinamica e le responsabilità dell’accaduto. La Rai con una nota ufficiale ha dichiarato di ‘non avere alcuna responsabilità nella produzione esecutiva della serie ‘Protezione civile’ nell’isola di Stromboli’ e che ‘l’attività non vede impegnati personale e mezzi dell’Azienda’. Il servizio pubblico ha inoltre specificato che ‘la produzione esecutiva della serie televisiva viene organizzata e realizzata, in modo indipendente dalla Rai, dalla società 11 marzo’”.

A quel punto l’On. Anzaldi “chiede di sapere se esistano e quali siano gli eventuali accordi tra la Rai e la società ’11 marzo’ per la realizzazione e messa in onda di una fiction sulla protezione civile”. E ancora: “Se la Rai abbia già destinato alla società ‘11 marzo’ eventuali somme economiche per sostenere i costi della fiction sulla protezione civile. Se l’azienda, indicata da molti utenti sui social come responsabile del disastroso rogo di Stromboli, non ritenga doveroso rivedere la politica dell’affidamento a società esterne di prodotti di particolare delicatezza produttiva come una fiction sulla Protezione civile”.

Nella seconda interrogazione, questa volta destinata al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, l’On. Anzaldi ricorda invece che: “Nell’isola di Stromboli, come in tutte le Eolie, è ‘vietata l’accensione di fuochi nelle giornate calde e particolarmente ventilate'”. E che: “In un comunicato stampa, il Comando generale dei vigili del fuoco ha dichiarato: ‘Rispetto alle notizie della presenza di una squadra dei vigili del fuoco sul posto al momento dell’incendio, in concomitanza della lavorazione di una fiction cinematografica, si precisa che il personale inviato per la relativa assistenza non era sul luogo delle riprese in quanto non era ancora stato dato il nulla osta all’inizio delle attività”’.

Di conseguenza: “Dalla nota del Comando generale dei vigili del fuoco si desume che ci fosse del personale inviato per l’assistenza alle riprese, non ancora arrivato sul posto ma comunque presente sull’isola per dare il nulla osta all’inizio delle attività”. A quel punto, l’On. Anzaldi chiede di sapere “Quali provvedimenti il Ministero intenda prendere per verificare che tipo di autorizzazioni siano state richieste ai vigili del fuoco dalla società di produzione della fiction, di cui sono in corso le riprese a Stromboli. Se una eventuale autorizzazione ad appiccare un rogo per ragioni cinematografiche e televisive sia compatibile con il divieto in vigore a Stromboli di accendere fuochi nelle giornate calde e particolarmente ventilate“.

Qualche settimana fa anche Striscia la Notizia, seppur in vacanza in attesa di riprendere la nuova stagione a settembre, aveva pubblicato un aggiornamento relativo all’incendio che ha devastato Stromboli nel maggio 2022.

Era il 25 maggio quando a Stromboli, dal set della fiction televisiva “Protezione Civile”, diretta dal regista Marco Pontecorvo e con protagonista Ambra Angiolini, è scoppiato un vasto incendio che ha coinvolto gran parte dell’isola. Per spegnere il fuoco è servita un’intera notte e l’aiuto della popolazione, che ha affiancato i Vigili del fuoco per l’intera operazione.

A due mesi dall’incidente che ha segnato la macchia mediterranea tipica di Stromboli e la vita degli isolani, sulle larghe distese di terra bruciata e cenere, che ancora permangono, stanno nascendo nuovamente macchie verdi e canneti, piante di capperi e di fiori. I cittadini, che da tempo chiedono un risarcimento per i danni causati dall’incendio, hanno visto agire prima la natura nella ricostruzione di un patrimonio ambientale inestimabile. Sulle pagine de La Repubblica è intervenuto Federico Famularo, un giovane dell’isola che la notte dell’incendio ha visto danneggiata la sua azienda agricola: “A gennaio avevamo cominciato a lavorare, l’incendio ha bruciato quasi tutto, capperi, olivi, la vigna. È stato un colpo durissimo ma è andata così. Noi non ci arrendiamo, questo è lo spirito dell’isola. Si riparte dalle ceneri, indietro non si può tornare.”.

Intanto il neoeletto sindaco Riccardo Gullo ha dichiarato di volersi costituire parte civile nel caso in cui dovesse esserci un procedimento nei confronti dei responsabili dell’incendio. Del fuoco divampato la notte del 25 maggio si era occupata anche Striscia la Notizia. Come ha sottolineato anche il pm di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Adornato, sull’isola non è possibile accendere alcun tipo di fuoco, per questo motivo le cause sembrano sospette. L’inviato Pinuccio aveva sottolineato come durante le riprese della fiction Rai si sia deciso di simulare un piccolo rogo per esigenze di copione. Ai microfoni di Striscia Marco Zonetti, direttore di Vigilanzatv.it, aveva dichiarato che, secondo le prime ricostruzioni, sul set non sarebbe stata presente la squadra dei Vigili del Fuoco poiché non erano ancora state rilasciate le autorizzazioni necessarie per accendere alcun tipo di rogo.

La Rai da subito ha dichiarato la sua estraneità ai fatti sostenendo che la produzione della fiction fosse esterna. Intanto continuano le indagini per andare a fondo alla vicenda”.

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