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La vita davanti a sé: Sophia Loren torna in una storia d’amore e integrazione

La vita davanti a sé Sophia Loren Netflix
Sophia Loren

Sophia Loren torna sullo schermo in una storia di integrazione sociale, tolleranza, amore e rispetto del dolore. Su Netflix dal 13 novembre.

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Sophia Loren (Rosa) con Ibrahima Gueyé (Momo)

Sarebbe uscito nelle sale cinematografiche proprio in questi giorni. E invece non ci resta che attendere La vita davanti a sé venerdì 13 su Netflix, la nuova prova d’attrice di una bella ottantenne dopo quasi dieci anni di lontananza dal setSophia Loren. Sceneggiato (con Ugo Chiti) e diretto dal figlio Edoardo Ponti, il film è la trasposizione ai nostri tempi dell’omonimo romanzo di successo di Romain Gary. Racconta di Rosa, un’ex prostituta ebrea sopravvissuta all’Olocausto che a Bari aiuta, per sopravvivere, i figli delle ex colleghe in difficoltà. La sua vita s’intreccia con quella di Momo, un bambino ancora più “difficile” giunto dal Senegal con la mamma. Quando, morta quest’ultima, Momo finirà a vivere in strada, Rosa lo ospiterà a casa sua malgrado egli l’abbia appena derubata al mercato. Una storia quindi sulla sull’integrazione sociale in cui un’anziana e un bambino, di razza e cultura lontane, si riconoscono nella sofferenza che si son lasciati alle spalle. E nella sfida al futuro. Dove diffidenza e conflitto si trasformeranno via via in solidarietà, aiuto e affetto reciproci.

Bari crocevia di etnie diverse

Sophia Loren Netflix
I due interpreti de La vita davanti a sé

La vita davanti a sé è, nella sua riduzione cinematografica, è anche un felice omaggio a Bari dove è ambientato. Alla sua architettura e al suo calore (e colore) tipicamente mediterraneo. Ma anche alla sua realtà di crocevia di tante etnie diverse, di vero e proprio mosaico di religioni e culture, avamposto dell’integrazione sociale di chi è giunto a noi spesso sopravvivendo a situazioni e traversate impossibili.

La doppia coppia Ponti Loren, Loren Ponti

Sophia Loren Edoardo Ponti
Sophia Loren con il figlio Edoardo Ponti

La nuova coppia artistica Loren Ponti non è del tutto inedita. Edoardo Ponti ha già diretto la celebre madre nel 2002 in Cuori solitari (Between strangers) e nel 2104 in La voce umana, tratto dall’omonima pièce di Jean Cocteau.

E nel videoclip di Io sì (Seen) di Laura Pausini, di prossima pubblicazione, che è parte della colonna sonora de La vita davanti a sé. Con madre in un cameo e figlio, ancora una volta, alla regia.

Storia artistica di Sophia Loren (in sei episodi)

Bellezza, talento, carisma; e una ironia (e autoironia) innata, espressione di una spiccata intelligenza. Un’incredibile empatia con il pubblico e con quegli altri “grandi” con cui ha condiviso la scena e scritto pagine leggendarie della storia del cinema (due per tutti, Marcello Mastroianni e Vittorio de Sica): questa è Sophia Loren. Prestò corpo (e che corpo!) e voce a personaggi di cui talvolta era la stessa ispiratrice come quello di donna Sophia ’a smargiassa (in Pane, amore e… nel 1955). Alla Mara di Ieri, oggi, domani (1963), protagonista di un famoso strip tease che replicò dopo ben trentuno anni per Robert Altman nel suo Prêt-a-porter.  Al dramma di Filumena Marturano (Matrimonio all’italiana, 1964), frutto della realtà del dopoguerra e della penna di Eduardo de Filippo. Due Oscar vinti (per La Ciociara nel 1962, e per la carriera nel 1991; ma Sophia Loren è nel Guinness dei primati per essere l’attrice italiana più premiata al mondo), uno annunciato – quello a “Roberto” – che resterà momento irripetibile nella storia dell’Academy. E anche in La vita davanti a sé rivivremo una celebre scena de Una giornata particolare (1977). Fece addirittura notizia nel 1992 per uno dei primi ingaggi miliardari nella storia della pubblicità. Ma quel suo “accattatevillo” divenne da antologia (e parlava di prosciutto cotto mentre, di oro vestita, animava lo scenario da favola di un noto hotel monegasco). Una donna che ha incantato il mondo intero. Godiamocela ancora una volta: non ve ne sarà un’altra.

Antonio Facchin

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