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La7. Nel tribunale di Lilli Gruber va in onda il processo agli assenti

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Marco Travaglio, ospite fisso di Lilli Gruber a Otto e mezzo

Otto e mezzo, storico talk show condotto da Lilli Gruber in primissima serata su La7, nella fascia di ascolto più privilegiata per uno spazio di approfondimento politico, ha dedicato – com’è ovvio – le ultime cinque puntate (11-15 gennaio 2021) alla crisi di Governo innescata da Matteo Renzi.

Egemonia del Fatto Quotidiano

Il ritiro delle ministre e del sottosegretario di Italia Viva dall’Esecutivo Conte, che ha di fatto determinato una (insanabile?) spaccatura nell’attuale maggioranza, è stato sviscerato con dovizia di particolari nel salotto di Otto e mezzo. Ma con una peculiarità: nel programma di La7, nei cinque giorni di analisi televisiva della crisi, non è mai stato presente né Renzi né tantomeno un solo esponente di Italia Viva. In compenso Renzi e Italia Viva sono stati sezionati nei minimi termini dalla conduttrice e dai suoi ospiti, con i rappresentanti del Fatto Quotidiano en masse. Lunedì 11, Andrea Scanzi che si contende la palma di acerrimo nemico di Renzi con Pierluigi Bersani (guarda caso anch’egli ospite in studio). Martedì 12, Scanzi era in forza a #Cartabianca su Rai3, e dalla Gruber il FQ era rappresentato dal suo direttore Marco Travaglio. Che era di nuovo ospite venerdì 15 assieme a Luigi Di Maio. Ma sia mercoledì 13 sia giovedì 14, gli strali contro il leader di Italia Viva non si sono risparmiati. Con particolare citazione del Ministro Francesco Boccia (Pd), da sempre molto vicino al M5s.

Prime serate d’inquisizione

Insomma, cinque prime serate d’inquisizione contro l’assente, ovvero Renzi, cinque prime serate di processo in contumacia. Oggi (fin dal 2014) Renzi, ieri Matteo Salvini. Nel periodo 2018-2019, l’ex Ministro dell’Interno era il principale imputato assente nel tribunale di Lilli Gruber, con gli stessi ospiti di cui sopra a fargli pedissequamente le pulci a Otto e mezzo. Prima ancora di Renzi e Salvini, alla gogna istituita dalla Gruber c’era Silvio Berlusconi. Fin dal 2013, anno di acquisizione di La7 da parte di Urbano Cairo, il canale si è particolarmente distinto come brochure televisiva del M5s e filiale catodica del Fatto Quotidiano, con sistematici attacchi agli avversari del Movimento. E con Travaglio e i suoi colleghi del FQ a fare le veci dei grillini e a difenderli nel momento in cui a finire nell’occhio del ciclone era qualcuno del Movimento, come ai tempi dei guai giudiziari di Virginia Raggi.

L’esilarante intervista a Davide Casaleggio

Quando l’imputato di turno si trova in studio, la situazione non cambia, anzi peggiora perfino. Ricordiamo il trattamento riservato dalla Gruber a Maria Elena Boschi ma anche a Giorgia Meloni, con tre giornalisti chiamati a sbranarla viva. ben altro trattamento viene riservato agli esponenti grillini, basti pensare all’intervista a Giuseppe Conte, o peggio di tutte, quella sdraiatissima a Davide Casaleggio. Apoteosi assoluta: come “contraddittorio” furono chiamati Domenico De Masi e Gianluigi Nuzzi, che solo due giorni dopo sarebbero stati relatori nel convegno organizzato dallo stesso Casaleggio. Per giunta De Masi faceva anche parte della squadra che stava mettendo a punto il programma economico del M5s.

Fabbrica del consenso per il M5s

La fabbrica del consenso per il M5s, la sistematica propaganda casaleggese che ha portato in pochi anni i grillini al Governo del Paese, deve molto al salotto di Madame Verdurin Gruber e ai suoi ospiti militanti. Con Otto e mezzo quale punta di diamante della corazzata La7, che per 24 ore al giorno massacra scientificamente gli avversari dei grillini, trattati invece con occhio di riguardo. Spesso palesemente, talvolta più subdolamente, ma comunque con molta più indulgenza rispetto agli altri. Quali sono i motivi reconditi di questa sopraffina operazione effettuata dal canale di Urbano Cairo? Presto, forse, i tempi saranno maturi per scoprirli finalmente.

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