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L’Accademia della Crusca, prezioso scrigno della lingua italiana

Una visione panoramica della Biblioteca dell’Accademia della Crusca

Bisogna ammetterlo: il nome potrebbe indurre all’equivoco. Ma l’Accademia della Crusca nulla ha a che fare col grano, se non “in senso lato”. Di certo è un’istituzione di cui si sa poco. Tirata in ballo soprattutto quando l’italiano “in uso” genera neologismi, parole nuove, come è stato qualche tempo fa per “petaloso”, L’Accademia è “uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana”, in Italia e nel mondo.

La villa reale di Castello, storica dimora medicea e sede dell’Accademia della Crusca

Nome, origine e sede dell’Accademia della Crusca

Istituita a Firenze tra il 1582 e l’anno seguente, L’Accademia della Crusca nacque per iniziativa di Giovan Battista Deti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Zanchini e Bastiano de’ Rossi, cinque letterati fiorentini cui si unì Lionardo Salviati, fautore del progetto di un vocabolario storico nazionale.

Il nome deriva proprio dalle loro animate riunioni, chiamate in tono scherzoso “cruscate”; espressione che assumerà di lì il senso di “ripulitura” della lingua italiana. E da quelle riunioni uscì anche il motto dell’Accademia – il più bel fiore ne coglie – in omaggio a Francesco Petrarca.

L’Accademia ha sede nella Villa reale di Castello, nella storica dimora medicea. Ed è aperta al pubblico (salvo temporanee restrizioni) cui mette a disposizione un’imponente biblioteca specialistica con catalogo online, e un ricco archivio, i cui titoli sono solo in parte catalogati sul sito.

La missione dell’Accademia della Crusca

Tre sono i suoi principali obiettivi: sostenere la formazione degli studiosi di linguistica e filologia italiana, in collaborazione e integrazione con gli istituti universitari. Diffondere nella scuola e nella società italiana la conoscenza “storica” della nostra lingua favorendo l’esame critico della sua costante evoluzione nel quadro più ampio degli scambi linguistici internazionali. Collaborare con le istituzioni comunitarie per una politica a favore del plurilinguismo.

Un approccio di apertura che l’Accademia ha espresso fin dalle sue origini, accogliendo nei suoi ranghi studiosi delle più diverse discipline: dai letterati Tassoni, Monti, Leopardi e Carducci, agli scienziati Galilei, Torricelli, Malpighi. Dagli storici come Muratori, Botta e Capponi, a filosofi quali Rosmini. Superando i confini territoriali con l’ammissione di Voltaire, e dei giuristi Witte e Gladstone. E rinnovandolo nella sua costante attività di diffusione della lingua italiana all’estero.

Una “pala” dell’Accademia della Crusca

L’Accademia per l‘istruzione

I suoi “laboratori” (parola che l’Accademia definisce “traducente”, e preferisce a workshop, tanto per entrare nel dettaglio della sua attività) sono meta ambita di scolaresche pronte a misurarsi con esperimenti di trasposizione in immagini del significato di termini che, a loro volta, sono “metafore” di un motto. Sul modello delle “pale”, gli stemmi personali dei membri Cinque-Settecenteschi dell’Accademia.

Oppure “sperimentare” la lessicografia riportando su un ipotetico dizionario dell’uso i diversi significati di una parola, a partire dalla sua origine o prima comparsa in un testo. O ancora misurarsi con la fitta selva dei dialetti guidati da un vocabolario dialettale e dall’atlante linguistico, strumenti di lavoro di chi studia la costante evoluzione della lingua italiana in relazione alle realtà territoriali.

La modernità dell’Accademia della Crusca

Uno dei principali pregi dell’Accademia è la sua modernità. Che esprime prima di tutto in un articolato e vibrante sito web. Grazie al quale è possibile entrarvi in contatto per porre quesiti linguistici o di natura filologica, segnalare neologismi o nuove pubblicazioni, ricevere assistenza e formazione in qualità di docenti.

Ma anche nell’aver reso digitale l’intero catalogo di un’imponente biblioteca e in parte anche quello di un archivio di documenti e testi specialistici. Nella redazione di un vocabolario dantesco online (cui abbiamo già fatto cenno) e nella digitalizzazione di buona parte del patrimonio linguistico italiano d’origine. E infine nella redazione della sua rivista Italiano digitale .

Fra le sue numerose iniziative segnaliamo #LaCruscaAcasa , una raccolta di materiali disponibili online, pensati per chi lavora o studia da casa senza accesso a una biblioteca. Una godibile storia dell’Accademia per immagini e una sezione dedicata ai neologismi, siano pure di “importazione”, come nel caso di webinar o di whatsappare.

Le origini del vocabolario della lingua italiana (e di quelle europee)

Il Vocabolario della Crusca è stato il primo vocabolario storico della lingua italianae di una lingua europea – come spiega l’esperto linguista e filologo Luca Serianni su YouTube. È stato realizzato “per ripulitura” sul modello dell’italiano del Trecento. E Alessandro Manzoni vi si rifece per dar forma all’italiano moderno. Pubblicato per la prima volta nel 1612, il Vocabolario della Crusca ha avuto fino al 1923 ben cinque edizioni (1612, 1623, 1691, 1729-1738, 1863-1923) di cui l’Accademia conserva i testi, oltre ai documenti di composizione.

Un nuovo progetto del Vocabolario è stato intanto avviato dall’Accademia tra gli anni 1955 e 1985 con esclusive finalità di documentazione storica, diventando una delle maggiori imprese lessicografiche europee. La sua realizzazione è attualmente curata dall’Opera del Vocabolario Italiano, un istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche che opera in stretta collaborazione con l’Accademia.

Antonio Facchin

Fonti

Tullio de Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso (GRADIT) © 1999 UTET, Torino

Tullio de Mauro, La fabbrica delle Parole. Il lessico e i problemi di lessicologia © 2005 Istituto Geografico de Agostini /UTET

Accademia della Crusca Presentazione

L’Accademia della Crusca e le celebrazioni del 2021: anno dantesco

Accademia della Crusca in Treccani

Lionardo Salviati in Treccani

YouTube, Accademia della Crusca, video ufficiale di presentazione

YouTube, Luca Serianni, Il Vocabolario della Crusca

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