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Open-Leopolda, Cassazione smonta inchiesta. Anzaldi: “Un anno fa titoloni, oggi silenzio”

Matteo Renzi alla Leopolda

La Cassazione ha accolto i ricorsi dell’imprenditore Marco Carrai, del finanziere Davide Serra e della sua società Algebris. Il tutto relativamente al sequestro di documenti e pc nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Open per illecito finanziamento ai partiti. Il provvedimento del tribunale del riesame di Firenze emesso il 19 dicembre 2019 è stato insomma annullato. 

La vicenda occupò per molti giorni le prime pagine dei giornali e i servizi principali dei notiziari. Ragione che ha spinto a intervenire il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai nonché Deputato di Italia Viva Michele Anzaldi.

Scrive il Deputato renziano su Facebook: “Un anno fa titoloni, prime pagine dei giornali, aperture dei tg. Un partito appena nato come Italia Viva subito azzoppato da una campagna mediatica durata settimane. Oggi che la Cassazione smonta l’indagine e dichiara illegittimi i sequestri, un trafiletto di taglio basso a pagina 13, come si può vedere sul Fatto quotidiano.

Open Leopolda Matteo Renzi Michele Anzaldi Cassazione

“E dai tg Rai silenzio” prosegue l’On. Anzaldi. “L’Ordine dei Giornalisti non ha nulla da dire? Verificheremo il confronto dei tempi tra quanto spazio fu dato un anno fa ad un’indagine che oggi viene smontata e quanto spazio sarà dato oggi dai tg alla Cassazione.”

Sulla questione, ha anche commentato il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

“Dieci mesi fa” ha scritto il Senatore Renzi sui suoi profili social, “centinaia di finanzieri inviati dalla Procura di Firenze hanno perquisito le case di cittadini non indagati, “rei” di aver finanziato in modo legittimo e trasparente la Leopolda.

“Per settimane i giornali, i politici, gli addetti ai lavori hanno parlato di quella vicenda: il caso Open. Ieri la Cassazione ha stabilito che le perquisizioni erano illegittime: la Cassazione! Oggi silenzio di quasi tutti i media. In un mondo normale oggi qualcuno dovrebbe scusarsi per le tonnellate di fango che ci hanno buttato addosso.

“Non succederà e noi andremo avanti col sorriso e senza rancore. Ma chi pagherà per il danno politico, economico, mediatico, umano che abbiamo subito? Il tempo è galantuomo, certo, ma le cicatrici lasciano il segno. Un abbraccio affettuoso e solidale ai “perquisiti” e alle loro famiglie. E noi andiamo avanti a testa alta, come sempre, più di sempre.

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