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Rai. Anche Storace lancia l’allarme: qualcuno frena per non cambiare i vertici Rai?

Salini Foa vertici Rai

Grandi manovre in Rai. Francesco Storace, in un editoriale sul Tempo del quale è direttore vicario, sottolinea come sia in atto un’operazione neanche troppo occulta per prorogare i vertici oltre l’imminente scadenza. Quei vertici, l’Ad Fabrizio Salini (M5s) e Presidente Marcello Foa (Lega) con tutto il CdA, insediatisi con il Governo giallo-verde nel 2018, resistendo indenni al Governo giallo-rosso e al cambio di maggioranza, e in carica a tutt’oggi con il Governo Draghi.

L’attuale governance Rai dovrebbe essere istituzionalmente archiviata nella prossima primavera, come ben sappiamo; e per giunta è gravata da un ufficioso “sfratto” da parte dell’ex Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. E tuttavia, esistono tutti i presupposti perché, complici anche l’emergenza Covid-19 e “l’assestamento” del nuovo esecutivo, possa essere prorogata fino al settembre 2021 – almeno. Il tutto, benché l’ex Ministro Gualtieri avesse escluso categoricamente un prolungamento oltre la fisiologica scadenza. Una scadenza, come fa notare lo stesso Storace, ovviamente temuta dal M5s; che – già in ambasce per il terremoto interno al partito e per aver perduto il Presidente del Consiglio – dovrebbe ora rinunciare anche all’Amministratore Delegato della Tv pubblica. Ma il cambio ai vertici – che si preannuncia piuttosto “corposo” – non interesserebbe solo i grillini, e per questo “ci sarebbe una certa resistenza”.

Michele Anzaldi (Iv), Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, si è mosso anzitempo scrivendo al Presidente della Camera Roberto Fico affinché si dia un inizio tempestivo alle procedure per favorire il nuovo corso a Viale Mazzini, ma dalle istituzioni non vi è stato ancora alcun segnale. Frattanto, l’informazione televisiva pubblica resta un nodo spinoso. Ultimi esempi: il siluramento di Domenico Arcuri trattato dal Tg1 come un semplice avvicendamento di routine, per non parlare della presentazione del primo Dpcm di Mario Draghi che non ha neanche avuto l’onore di una diretta, quando invece quelle di Giuseppe Conte, allestite da Rocco Casalino, erano egemoni nei notiziari Rai.

Frattanto, i Consiglieri di Amministrazione Rai Rita Borioni (Pd) e Riccardo Laganà (Dipendenti) si sono espressi al riguardo. “Da alcuni giorni leggiamo sugli organi di stampa di ipotesi di proroghe del Cda della Rai. Riteniamo, al contrario, che questo Cda, con l’approvazione del bilancio 2020, avrà compiuto il suo percorso e che, nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge dovrà essere nominato un nuovo Cda“.

E ancora: “A questo scopo, prima in via informale e poi in Cda, abbiamo chiesto ai vertici dell’azienda di compiere tutti gli atti necessari assegnati dalla legge in capo allo stesso Cda, per organizzare l’elezione del componente del Consiglio di amministrazione della Rai eletto dai dipendenti dell’azienda. Abbiamo chiesto, in particolare, di rivedere le procedure già stabilite nel 2018 per verificare l’introduzione di eventuali modifiche migliorative allo scopo di consentire, specie in periodo di Covid, la più ampia e agevole partecipazione dei dipendenti della Rai all’elettorato attivo e passivo e parità di diritti per tutti i candidati nello svolgimento della campagna elettorale“.

Concludendo poi: “Augurandoci che già nel prossimo Cda potremo discutere la questione, siamo certi che il consiglio di Amministrazione e i vertici aziendali si impegneranno con noi affinché l’elezione del componente espresso dai dipendenti Rai, avvenga puntualmente e in maniera coordinata con l’elezione e la designazione degli altri componenti del prossimo Cda“.

Michele Anzaldi ha prontamente ribattuto in un post su Facebook: “Dopo Italia Viva, ora anche il Pd chiede giustamente ai presidenti delle Camere il rispetto della legge per il rinnovo dei vertici Rai. E’ quindi ancora più urgente e indifferibile che i presidenti Fico e Casellati pubblichino gli avvisi per la selezione dei nuovi consiglieri, come avrebbero dovuto già fare fin dal primo marzo e come avevo chiesto con la lettera che ho inviato a Fico a inizio settimana”.

E ancora: “Ora sono due i partiti della maggioranza di governo che chiedono il pieno rispetto delle scadenze e dicono no ad atteggiamenti dilatori che potrebbero nascondere il tentativo di arrivare ad una illegittima proroga degli attuali vertici. Un tentativo stigmatizzato anche su un quotidiano non certo di centrosinistra come Il Tempo dal vicedirettore Francesco Storace. Il Parlamento e il Governo Draghi hanno il dovere di agire per restituire al servizio pubblico una governance davvero di garanzia“.

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