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Rai annuncia documentario su Biden per Rai1. Ma “dimentica” che è già su RaiPlay

Biden
Il Presidente Usa Joe Biden con la vice Kamala Harris

I comunicati dell’ufficio stampa di Viale Mazzini per Rai Documentari, struttura diretta da Duilio Giammaria, ci strappano sempre un sorriso. Fummo noi a segnalare che il documentario su Pompei annunciato e celebrato in pompa magna era comprato dalla Francia, e che il documentario annunciato come “inedito” su Eduardo era già andato in onda qualche settimana prima su Sky Arte. Ed ecco che siamo costretti a occuparci del documentario sul “Metodo Biden” in arrivo il 16 gennaio 2021 in seconda serata su Rai1, presentato da Monica Maggioni.

Il Metodo Biden è diretto da Michael Kirk e realizzato da PBS-Frontline. Evidentemente non un prodotto Rai, ma il solito acquistato all’estero e “attualizzato” (cit. Duilio Giammaria) da Rai Documentari. Così come per Eduardo c’era Marisa Laurito, qui lo spazietto introduttivo è affidato a Monica Maggioni, al timone del programma Sette Storie, tanto penalizzato dall’Auditel. A tal proposito, riconosciamo nel suddetto Kirk e nella PBS-Frontline lo stesso team creativo dietro Trump-Biden – L’ultima scelta che Rai2 ha trasmesso in prima serata il 26 ottobre 2020 (flop con 626.000 spettatori – 2.7% di share) e di America’s Great Divide: Da Obama a Trump che sempre la Seconda Rete ha invece trasmesso il 2 novembre con ascolti ancor più bassi (497.000 individui all’ascolto con il 2.2%).

Ma tornando al Metodo Biden, ci chiediamo come mai nel comunicato stampa che lo annuncia su Rai1 non vi sia scritto che il documentario si trova già su RaiPlay (a questo link), come dimostra anche lo screenshot qui sotto! Perché l’ufficio stampa Rai gestito dal braccio destro dell’Ad Fabrizio Salini, ovvero Marcello Giannotti, non comunica questo particolare? Semplice, perché se lo scrivessero, chi è interessato andrebbe già a vederselo adesso e non attenderebbe di vederlo su Rai1 al momento della messa in onda, togliendo spettatori televisivi.

Alla luce di tutto ciò ci facciamo due domande. Rai Documentari dovrebbe essere stata creata per PRODURRE documentari e non per acquistarli. Visto che così non è, e se ogni documentario finisce per essere acquistato, il tutto non può a questo punto essere gestito dalle direzioni di rete o dalle direzioni dei Tg senza dover necessariamente tenere in piedi l’ennesima scatola vuota dell’ennesima struttura creata ad hoc?

In secondo luogo, non è paradossale che venga addirittura preparata appositamente una seconda serata per trasmettere un documentario già presente da tempo sulla piattaforma streaming della Rai, particolare per giunta occultato dal comunicato stampa Rai per non togliere audience alla messa in onda televisiva? Siamo ancora una volta sconvolti di fronte a ciò cui assistiamo dalle parti di Viale Mazzini.

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