Rai, Anzaldi fa a pezzi l’intervista di Fuortes al Corriere: “Nessun cambio di passo”

Carlo Fuortes Ad Rai
L’Amministratore Delegato della Rai Carlo Fuortes

di Marco Zonetti 🖋️

L’intervista rilasciata dall’Ad Carlo Fuortes al Corriere della Sera, della quale ci siamo occupati qui, è stata ampiamente sviscerata dal Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi in un colloquio con la testata Globalist.

“Nell’intervista di Fuortes” ha commentato l’On. Anzaldi, “ci sono qualche luce e molte ombre. Sull’informazione in particolare non si vede alcun cambio di passo. La domanda della giornalista sull’accorpamento dei tg, secondo il Piano Newsroom che porterebbe la Rai al pari di tutte le altre tv del mondo, è stata sostanzialmente ignorata. Come ignorato è stato il calo degli ascolti dei tg. È francamente una presa in giro rivendicare il +0,2% al Tg1 del pomeriggio quando c’è un’emorragia inarrestabile nelle edizioni principali delle 13.30 e delle 20, e lo stesso vale per gli altri tg”. Come dimostrano in tutta evidenza anche i dati raccolti dal sito specializzato Bloggorai, consultabili qui.

“La copertura della guerra in Ucraina – ha quindi aggiunto il Segretario della Vigilanza – resta un enorme buco nero. Abbiamo visto per settimane i tg Rai collegarsi con collaboratori esterni anche dalle stesse città dove erano presenti come inviati i giornalisti interni, con costi ignoti. Un fotoreporter intervistato su Vanity Fair ha parlato addirittura di 1.500-2000 euro per ogni collegamento. Una cifra senza precedenti, anche perché nelle ultime settimane i tg Rai, in particolare Tg1 e Tg3, hanno fatto collegamenti quasi in tutte le edizioni con gli esterni. Presenterò un’interrogazione. Nessuna chiarezza, poi, sui tecnici Rai tenuti a Roma, mentre in zona di guerra ci si è appoggiati a una miriade di società esterne, alcune sarebbero addirittura riconducibili ad ex dipendenti Rai”.

Quanto agli ospiti a pagamento nelle trasmissioni di informazione, Michele Anzaldi ha definito “oltremodo necessaria e urgente” la proposta di regomentarli, proposta avanzata anche dal direttore degli Approfondimenti Mario Orfeo. Secondo il Deputato di Italia Viva, “c’è il rischio di un’informazione falsata e trasformata in un gioco delle parti a pagamento”.

Definendo “importante” la conferma “che i Mondiali in Qatar saranno interamente trasmessi dalla Rai e non ceduti a terzi”, giacché “in questo modo la Rai potrà davvero fare servizio pubblico”, il Segretario della Vigilanza considera tuttavia “una caduta di stile” il commento di Fuortes relativo alla lottizzazione delle nomine dei tg. “La Riforma Renzi ha consegnato all’amministratore delegato la piena responsabilità delle nomine dei direttori di testata” ha ricordato l’On. Anzaldi, “sulle quali il Cda esprime un parere che diventa vincolante solo con i 2/3 dei pareri negativi, quindi con il no di 5 consiglieri su 7. Fuortes avrebbe potuto, quindi, risparmiarci l’imbarazzante spettacolo degli incontri con i leader di partito”. Alludendo agli incontri dell’Ad con Luigi Di Maio alla Farnesina, con Matteo Salvini, e con Giuseppe Conte alla festa di Goffredo Bettini, dov’erano presenti anche molti esponenti del Pd.

Quanto alla questione di RaiWay, Michele Anzaldi ha chiosato così con Globalist sulle parole dell’Ad Fuortes al riguardo: “Su un’operazione così rilevante, decisa senza neanche informare il Parlamento, servono paletti ufficiali, non bastano le interviste. Il nuovo Contratto di Servizio deve mettere in sicurezza le torri. Alla Camera ho anche depositato una proposta di legge per affidare le torri ad una società pubblica indipendente, qualora la Rai scenda sotto al 50%”.

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