Rai, Anzaldi: “Gravissima la censura di Rai1 e Tgr dei fischi a Musumeci”

Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci (FdI)
Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci (FdI)

di Marco Zonetti 🖋️

Sabato 25 giugno 2022, in seconda serata, Rai1 ha trasmesso il Taobuk â€“ Taormina International Book Festival – condotto da Massimiliano Ossini, svoltosi la scorsa settimana e mandato posticipatamente in onda sulla Tv pubblica la sera prima dei ballottaggi per le Amministrative. A differenza di chi ha presenziato all’evento, i telespettatori di Rai1 non hanno però assistito al diluvio di fischi che, al Teatro Antico di Taormina, hanno investito il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci (FdI), salito sul palco durante la consegna del Taobuk a Ficarra e Picone, Roberto Andò e Toni Servillo, poiché le prolungate contestazioni al discorso del Governatore – punteggiato dalle battute del duo comico – sono state cancellate dalla Prima Rete.

Contestazioni stralciate dalla differita di Rai1 ma visibili in rete nei tanti video girati dai presenti e pubblicati sui social, come quello rilanciato dal Fatto Quotidiano. Il casus belli? Ai convenuti nell’Antico Teatro di Taormina non è piaciuta affatto la promozione di una Sicilia “paradisiaca” da parte del Governatore – il cui mandato è in scadenza – e soprattutto la frase secondo cui a suo avviso “il peggio è ormai alle nostre spalle”, dichiarazione subissata per l’appunto da fischi.

Fischi che però, ribadiamo, Rai1 ha censurato tout court. Paradossalmente, per giunta, l’evidente taglio operato dalla Prima Rete cade nel preciso momento in cui Valentino Picone stava parlando di “verità” (come da video qui sotto). Oltre al danno la beffa, insomma.

La censura, fanno sapere dagli ambienti Rai ascoltati da Saul Caia e Gianluca Roselli del Fatto, è stata decisa “per ragioni di par condicio“, visto che il giorno dopo la differita di Rai1, per l’appunto, erano previsti i ballottaggi in diversi comuni dell’Agrigentino. Una giustificazione che non convince il Presidente della Commissione Antimafia siciliana Claudio Fava, secondo cui: “Non ci vengano a raccontare che che c’era il silenzio elettorale del voto a Sciacca, perché sarebbe ridicolo”. E ancora: “Forse utilizzando questo pretesto c’è stato un robusto intervento politico da Roma per graziare Musumeci e la sua giunta, evitando di mostrare i fischi e le pernacchie che lo hanno accolto, e soprattutto il suo tentativo di trasformare la serata del Taobuk in un comizietto a suo favore“.

Fava ha invocato l’intervento della Commissione di Vigilanza Rai, che quindi potrebbe prossimamente audire i vertici Rai o il Direttore dell’Intrattenimento Prime Time Stefano Coletta. I quali quella stessa sera, al momento della censura di Rai1, erano tutti assieme appassionatamente attovagliati ai tavoli dell’After Party (sic.) del Premio Agnes.

In seguito, l’On. Michele Anzaldi, Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, ha scoperto che le proteste contro Musumeci al Teatro Antico di Taormina erano state censurate non solo da Rai1, ma anche dalle edizioni di domenica 19 giugno della Tgr Sicilia. Scrive il Deputato su Facebook: “La censura della Rai ai fischi del pubblico del Taobuk contro il presidente siciliano Musumeci è gravissima, è urgente che la commissione di Vigilanza se ne occupi. Addirittura la Tgr, che come telegiornale ha il dovere di dar conto dei fatti di cronaca, ha totalmente oscurato le contestazioni. Un caso senza precedenti”.

E precisa: “Non soltanto, quindi, Rai1 ha cancellato i fischi e le battute ironiche di Ficarra e Picone nei confronti del governatore, in occasione della messa in onda sabato 25 giugno della registrazione della serata di gala del festival di Taormina (che si era svolta il 18 giugno), ma anche la Tgr Sicilia li ha ignorati: sia nell’edizione delle 14 che nell’edizione delle 19.30 di domenica 19 giugno sono stati trasmessi due servizi sulla serata del Taobuk dove non è stato fatto alcun riferimento né ai fischi né alle gag ironiche di Ficarra e Picone”.

“È inaccettabile che la Rai, peraltro con fonti anonime – scrive ancora l’On. Anzaldi – abbia giustificato la censura con presunti motivi di Par Condicio, perché la Par Condicio non può in alcun modo essere utilizzata per nascondere notizie. Dopo lo spot elettorale di Musumeci trasmesso nei mesi scorsi prima del Tg1, con il governatore macchinista alla guida di un treno, siamo di fronte ad un altro caso di asservimento della tv pubblica alla Giunta siciliana: incomprensibile che Agcom, Ordine dei Giornalisti, Fnsi, Usigrai, Cdr non intervengano“.

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