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Rai, Anzaldi: “Scomposta reazione di Giorgino su Salvini. Tg1 fuori controllo”

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Francesco Giorgino, Massimiliano Romeo ed Emanuele Fiano ad Agorà

Agorà su Rai3, condotto da Luisella Costamagna. Ospiti in studio e collegamento, il Senatore leghista Massimiliano Romeo, il Deputato dem Emanuele Fiano, la giornalista Maria Latella e Francesco Giorgino, mezzobusto del Tg1.

Scontro Giorgino-Fiano

L’On. Fiano si permette di sottolineare il “peana difensivo di Giorgino su Salvini”, e a quel punto il giornalista del Tg1 sbotta invitando il Deputato a “lasciare fuori i giornalisti”. Parole cui l’On. Fiano risponde che Giorgino “dovrebbe fare il giornalista obiettivo e non il difensore di un partito italiano“. “Pochi giorni fa in un’intervista a Salvini” aggiunge ancora il parlamentare dem, “Francesco Giorgino ha dichiarato rivolto al leader del Carroccio: «Pensi che c’è qualcuno addirittura che dice che lei avrebbe perso»“. Il tutto viene segnalato dal Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi che, pubblica sui social il video dello scontro.

Il commento dell’On. Anzaldi

Su Facebook, l’On. Anzaldi scrive invece il commento seguente.

“La scomposta reazione del giornalista del Tg1 Giorgino alle legittime critiche rivoltegli dal deputato del Pd Fiano nel corso di Agorà è una nuova conferma che il primo Tg della Rai è totalmente fuori controllo. Come dimostrano i ripetuti episodi di disinformazione e propaganda che ho denunciato.

Quindi approfondisce:

“Se un giornalista decide di partecipare come opinionista ad un dibattito tv, deve mettere in conto che le sue opinioni possano essere discusse e criticate, senza tirare in ballo inesistenti intimidazioni. Ma la questione è un’altra: è normale che il capo della redazione politica del principale tg Rai, nonché conduttore delle serate elettorali nelle quali si richiede il massimo di equilibrio e imparzialità, vada in altre trasmissioni Rai a fare il commentatore?

A quel punto l’On. Anzaldi chiama in causa il direttore del Tg1 Giuseppe Carboni riguardo all’ospitata di Giorgino ad Agorà.

“E’ giusto che vada in un talk show dove è inevitabile schierarsi da una parte o dall’altra? E’ stato il direttore Carboni ad autorizzarlo? La difesa d’ufficio scattata da parte dei deputati della Lega conferma, peraltro, quanto siano forti legami e riferimenti politici nelle redazioni del servizio pubblico.

Il Segretario della Vigilanza Rai torna quindi sul caso Spid:

Ad esempio di fronte al grave caso di disinformazione del Tg1 su Spid, il sistema pubblico di identità digitale introdotto 4 anni fa dal Governo Renzi ma presentato dal Tg1 come una novità dell’attuale Governo Conte, un autorevole dirigente della Rai del passato come Ennio Chiodi ha parlato di “ignoranza e malafede faziosa”, commentando la notizia sulla mia pagina Facebook.

Ricordando poi la figura autorevole di Ennio Chiodi, prosegue:

“Chiodi è stato per anni ai vertici del servizio pubblico, come direttore del Tg3, del Tgr, vicedirettore di Rai3. Ha ideato programmi simbolo del giornalismo del servizio pubblico come Il fatto di Enzo Biagi. Qualcuno in azienda risponderà almeno a lui, alla sua grave considerazione? L’attuale gestione del Tg1 ha addirittura permesso che per settimane la redazione Cultura restasse sguarnita, e solo dopo le proteste dei giornalisti è stato avviato il job posting per la scelta del nuovo capo redattore. Sia davvero una selezione aperta ed esemplare tra le migliori risorse interne, per scegliere davvero chi ha più titolo per dirigere quella redazione. Sarebbe inaccettabile se invece di premiare il merito venisse premiata l’appartenenza politica o peggio qualche paracadutato dall’esterno.

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