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Rai: “Bilancio 2020 sarà in pari”. Anzaldi sollecita: “Allora lo approvino e lascino posto a nuovo CdA”

Salini Foa Rai
L’Ad Rai Fabrizio Salini e il Presidente Marcello Foa

Dalla Rai giunge un’anticipazione che scuote queste giornate pre-Pasquali trascorse in cattività. Secondo Viale Mazzini, infatti, “il Bilancio 2020 consolidato di Gruppo chiuderà in pareggio, un risultato non scontato visto il forte impatto degli effetti del Covid 19 sia per quanto riguarda i ricavi pubblicitari che per gli introiti derivanti da canoni speciali”.

Alla stamburata della Rai, che abbiamo sviscerato nei dettagli qui, risponde “a stretto giro di posta” il Segretario della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi che, su Facebook, commenta: ”Se il Bilancio 2020 della Rai è già pronto, come dichiara l’azienda sostenendo di sapere già che chiuderà in pareggio, il Cda non perda altro tempo, lo approvi subito e concluda il suo mandato, così da lasciare il posto al nuovo Cda come prevede la legge. A questo punto, dopo l’ammissione della Rai che il Bilancio è già scritto, ogni giorno di ritardo costituirebbe il tentativo di ostacolare il lavoro dei nuovi amministratori nominati dal Governo Draghi, dal Parlamento e dai dipendenti”.

E ancora: “Non c’è più tempo da sprecare, il via libera del Bilancio in CdA può arrivare già dopo Pasqua, in ogni caso non oltre la fine di aprile, in modo che l’Assemblea dei soci possa dare il via libera entro maggio e già a inizio giugno si possa insediare il nuovo Cda con il voto di Camera e Senato che può tenersi dal primo giugno, vista la pubblicazione il 31 marzo degli avvisi sui siti delle Camere. Solo in questo modo i palinsesti autunnali di settembre 2021 potranno avere il decisivo via libera dal nuovo Cda, che potrà così anche avere l’ultima parola sul rinnovo dei contratti milionari per la prossima stagione“.

Quindi l’On. Anzaldi precisa: “Nel frattempo, visto che il Bilancio è pronto e il lavoro di questo Cda è ufficialmente finito, il presidente Draghi e i ministri Franco e Giorgetti chiedano ufficialmente alla Rai di bloccare qualsiasi nuova nomina. Basta con le promozioni dell’ultimo minuto non giustificate né dal curriculum né dal percorso di carriera, come la promozione con quadruplo scatto di carriera in tre anni per Claudia Mazzola, passata da redattore ordinaria a direttore dopo che il Movimento 5 stelle l’ha candidata a componente del Cda su Rousseau”.

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