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Rai cambia palinsesto per Draghi: il Tg1 grillino non seguirà le consultazioni

rai draghi tg1
Il mezzobusto del Tg1 Francesco Giorgino e il Direttore Giuseppe Carboni

L’arrivo di Mario Draghi non ha solo cambiato l’assetto politico-istituzionale ma anche il palinsesto Rai. Da oggi pomeriggio, lunedì 8 febbraio 2021 e per tutta la giornata di domani, non sarà il Tg1 diretto da Giuseppe Carboni in quota M5s a seguire – come aveva fatto finora – gli incontri decisivi e le trattative per la formazione del nuovo Governo che dovrebbe già giurare venerdì 12 febbraio.

Il cambio di palinsesto e l’esclusione, voluta dal settimo piano di Viale Mazzini, del Tg1 dalla cronaca del secondo giro di consultazioni di Mario Draghi ha suscitato in Rai diversi interrogativi. Il notiziario dell’Ammiraglia è stato bocciato per via dei bassi ascolti? O piuttosto, si maligna, è una scelta tutta politica perché è ancora troppo schiacciato sulla posizione di Giuseppe Conte, Rocco Casalino e del M5s, ormai archiviati?

Certo è che togliere al notiziario più seguito in Italia e alla rete ammiraglia proprio la fase più importante della genesi del Governo Draghi, sul quale sono puntati gli occhi del mondo intero, è salutato in Rai come l’ennesimo segnale di confusione e di approssimazione dei vertici (in scadenza). Per giunta, molti hanno anche sottolineato come il tutto sia un gesto di scortesia verso il futuro Presidente del Consiglio.

Ma non solo in seno alla Rai si storce il naso per queste opinabili scelte aziendali. Anche molti telespettatori lamentano il cambio continuo di palinsesto – oggi e domani toccherà anche a Rai3 e al Tg3 – cambio che, per giunta, non fa che favorire la concorrenza di La7 e Mediaset, entrambe sempre “sul pezzo” per quanto riguarda la cronaca politico-istituzionale.

Sull’argomento si è poi espresso il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi che, su Twitter, ha commentato: “Per le consultazioni di Draghi con enti locali e forze sociali, che rappresentano milioni di persone, la Rai non ha previsto nessuno speciale. Sindacati, industriali, ambientalisti, sindaci, regioni non meritano lo spazio dato invece ai partiti. Questo sarebbe servizio pubblico?

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