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Rai. Chi sono i membri della Commissione per il Codice Etico che stanno valutando il caso Scanzi?

vaccino Scanzi Anzaldi
Michele Anzaldi e Andrea Scanzi

Non appena la Procura di Arezzo – sulla scia delle rivelazioni di Dagospia – ha aperto un fascicolo informativo riguardo alla vicenda di Andrea Scanzi e della sua vaccinazione, il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv) ha chiesto espressamente che la Commissione per il Codice Etico dell’azienda valutasse il caso del giornalista del Fatto Quotidiano, che – come da scoperta dello stesso On. Anzaldi – è legato contrattualmente alla trasmissione di Rai3 #Cartabianca.

Mentre La7, nei programmi della quale Scanzi partecipa come opinionista retribuito, ha immediatamente sospeso le ospitate televisive al giornalista, per la Rai ci sono voluti diversi giorni prima di far intervenire la Commissione Stabile per il Codice Etico, o Comitato Etico, che adesso – come evidenzia anche il quotidiano Il Tirreno – sta valutando il caso della nota firma del Fatto Quotidiano.

Ma da chi è composta tale Commissione? Sul sito Rai per la trasparenza non vengono citati espressamente nomi e cognomi, bensì soltanto le cariche, ovvero i “Responsabili Rai delle Direzioni Internal Auditing, Affari Legali e Societari, Risorse Umane e Organizzazione e Coordinamento Editoriale Palinsesti Televisivi”. Quindi per arrivare a capire chi sono coloro che dovranno valutare il caso Scanzi occorre effettuare qualche ricerca. Alla faccia della trasparenza, insomma. Era così difficile, dispendioso o laborioso riportare per intero nomi e cognomi? Ma andiamo avanti. I commissari per il Codice Etico dovrebbero essere Delia Gandini, Francesco Spadafora, Felice Ventura e Marcello Ciannamea, quest’ultimo Direttore della Distribuzione che ha sostituito l’anno scorso l’Organizzazione e Coordinamento Editoriale Palinsesti Televisivi.

Riguardare le cariche in questione, per giunta, ci suscita qualche interrogativo: nel caso in cui un dipendente Rai che lavori nel settore Distribuzione sia ostacolato nella carriera, e faccia causa, nella commissione di cui sopra debbono astenersi tre dei quattro componenti, ovvero il direttore dell’Ufficio Legale, il direttore delle Risorse Umane e il direttore della Distribuzione.

Oppure mettiamo il caso che il dipendente in questione lavori alla direzione Risorse Umane e, per esempio, gli venga impedito un legittimo passaggio di categoria e decida di fare vertenza di lavoro. Nel caso in cui egli volesse sporgere denuncia alla Commissione per il Codice Etico, due dei quattro membri risulterebbero incompatibili, ovvero il Direttore degli Affari Legali e il Direttore delle Risorse Umane… come potrebbero infatti esprimersi se sono parti in causa?

Insomma, a parte la trasparenza non esattamente tale, tutto normale in Rai sul fronte dei criteri di scelta dei membri della Commissione per il Codice Etico? Abbiamo effettuato una ulteriore indagine e abbiamo appreso che non siamo i soli ad avere qualche perplessità sui criteri di composizione della Commissione Stabile per il Codice Etico. Da tempo, infatti, essi sono oggetto di discussione al settimo piano di Viale Mazzini poiché fanno attualmente coincidere soggetti giudicanti con direttori apicali ponendo possibili problemi di terzietà e indipendenza di giudizio. Sia da esempio questo post pubblicato su Facebook dal Consigliere di Amministrazione Rai in quota Dipendenti, Riccardo Laganà; post nel quale il Consigliere eccepisce sulla “commistione tra ruoli e funzioni” […] “che potrebbe non giovare al corretto funzionamento della Commissione medesima”.

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