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Rai. La Lega porta il Presepe degli sprechi in Vigilanza. Anzaldi aveva ragione?

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Il costosissimo Presepe laico commissionato dalla Rai e mai esposto

Rai: il Presepe degli sprechi

Il presepe da 38mila euro commissionato dalla Rai all’artista Marco Lodola, che doveva essere esposto a Viale Mazzini, giace inutilizzato e ancora imballato in un magazzino dell’azienda. Un ennesimo esempio di spreco da parte della Tv pubblica smascherato da Pinuccio di Striscia la Notizia.

Il presepe “laico e musicale” con Gigliola Cinquetti al posto della Vergine Maria e Lucio Dalla nei panni di Giuseppe è costato la bellezza di 38mila euro, voluto dal dirigente Nicola Sinisi, responsabile del Canone e dei Beni artistici. L’opera non è piaciuta all’Ad Fabrizio Salini, che l’ha lasciata in magazzino lasciando al tempo stesso con un palmo di naso l’autore Lodola, alcuni artisti rappresentati nel presepe e anche molti utenti che avevano appreso dell’iniziativa dal Gr1. Una “annunciazione” che non si è poi concretizzata insomma.

L’interrogazione della Lega in Vigilanza Rai

L’Onorevole Massimiliano Capitanio (Lega), Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, si è espresso al riguardo. “La vicenda del cosiddetto presepe ‘laico’ sta creando forte imbarazzo in tutta la Rai, nell’opinione pubblica e in chi paga il canone. Evidentemente, se siamo arrivati a questo stallo, qualcuno non ha seguito le corrette procedure e assistiamo a preoccupanti forzature come il servizio farsa del Gr1 che si e’ addirittura inventato l’inaugurazione dell’opera d’arte con tanto di artisti e cantanti collegati da remoto“.

Quindi l’On. Capitanio annuncia che “La Lega presenterà una interrogazione in Vigilanza per fare chiarezza. Chi ha autorizzato l’operazione? Sono stati corrisposti all’artista i 36mila euro pattuiti? Quale documento certifica ufficialmente il presunto valore dell’opera in 120mila euro? Quali provvedimenti sono stati presi dopo la messa in onda degli infondati servizi del giornale radio? A questo punto sarà nostra premura informare anche la Corte dei conti per verificare se vi siano gli estremi per un intervento”.

La questione religiosa

“Infine”, conclude Capitanio, “ci piacerebbe interpellare qualche autorità religiosa per definire meglio il concetto di presepe ‘laico’: se da una parte non e’ certo una novità attualizzare la Natività con personaggi contemporanei, dall’altra si vuole reinterpretare forse uno dei cardini del Cristianesimo?“.

Michele Anzaldi aveva ragione?

Ed ecco che queste parole paiono confermare la posizione di un altro Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, ovvero Michele Anzaldi (Iv). Che a VigilanzaTv aveva dichiarato per primo: “I giorni passano, si avvicina il Natale e il presepe laico continua a giacere inutilizzato nei magazzini Rai. Oltre a rappresentare un esempio di spreco di denaro pubblico, in questo caso ben 38mila euro, non sarà che dietro allo stop si celi un problema religioso?”. Precisando: “Non sarà che dai vertici Rai sia stato giudicato inopportuno esporre a Viale Mazzini un presepe laico? Sarà bene indagare su questo aspetto“.

E se l’Ad Salini avesse impedito l’esposizione del Presepe laico per gli stessi motivi sollevati dall’On. Capitanio? Michele Anzaldi ha quindi visto giusto, ipotizzando motivi religiosi dietro il mistero del Presepe Rai? Una questione su cui indagare senza indugi.

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