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Rai: Pinuccio di Striscia scoperchia la voragine delle opere scomparse dalle sedi della Tv pubblica

Striscia Pinuccio
Pinuccio (alias Alessio Giannone) di Striscia la Notizia

Le inchieste di Pinuccio (alias Alessio Giannone), inviato di “Rai Scoglio 24”, segmento di Striscia la Notizia dedicato alla Tv di Stato, hanno svelato in questa stagione televisiva diverse magagne della televisione pubblica, dando così il più delle volte il via a interrogazioni parlamentari da parte degli esponenti della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai. Un’inchiesta su tutte, dal canto suo, ha avuto anche incisivi strascichi giudiziari: alludiamo a quella sulle opere d’arte trafugate dalle sedi Rai.

Ben 120 opere originali, come segnala Il Messaggero, risultano assenti dalle sedi della Tv pubblica in varie parti d’Italia. Sculture e quadri facenti parte di un patrimonio che ne annovera un totale di 1.500, ovvero un danno dell’ordine di svariati milioni di euro. Tra le 120 opere scomparse almeno a partire dal 1996, mancano oggi all’appello quadri di Giorgio De Chirico e di Renato Guttuso, miniature del cavallo di Viale Mazzini di Francesco Messina, ma anche oggetti di design come le poltrone di Carlo Mollino o la scrivania di Gio Ponti ricomparsa magicamente a un’asta di Christie’s. Sparizioni misteriose ben documentate dai servizi di Pinuccio.

I furti sono stati denunciati dai vertici della stessa Rai, avviando così un’indagine da parte dei carabinieri in forza alla Tutela del patrimonio culturale. Ma chi sono i sospettati? Sempre secondo il quotidiano romano, sono nel mirino degli inquirenti alcuni dipendenti della stessa Rai. Senz’altro, di chiunque si tratti, era qualcuno con facile accesso alle opere in questione e che – non trattandosi esse di francobolli bensì di poltrone, quadri e scrivanie – disponeva dei mezzi, del tempo e delle opportunità per trasportarle indisturbato fuori dalle sedi che le ospitavano.

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