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Rai. Michele Anzaldi a Radio Radicale: “Ridurre il canone significa salvare il Servizio Pubblico”

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Michele Anzaldi, Segretario della Vigilanza Rai

Corposa intervista e ricca di spunti di discussione, quella che l’Onorevole Michele Anzaldi (Iv), Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, ha rilasciato a Radio Radicale (rivedila a questo link). L’On. Anzaldi è tornato sulla questione della lunga “visita” (mai smentita) del Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Alessandro Morelli (Lega) a Viale Mazzini. “Il Governo deve stare quanto più lontano dalla Rai”, ha ribadito il deputato, per poi affrontare la questione inerente al rinnovo del CdA Rai che risale a tre governi fa, ovvero a quello giallo-verde al quale se ne sono nel frattempo avvicendati altri due di diverso colore. E dunque, come tale, un Consiglio di Amministrazione del tutto scollato dalla realtà socio-politico-istituzionale attuale.

Quindi, incalzato dall’intervistatore Lanfranco Palazzolo, ha commentato l’incidente del tweet scurrile ricondiviso dall’account di Ballando con le Stelle, un tweet (pubblicato qui sotto) che non lasciava spazio all’immaginazione e che, a tutt’oggi, resta inspiegabile e inspiegato. Una confessione? Una denuncia di un ex dipendente rancoroso? Un errore marchiano del social media manager dell’account della trasmissione? La rivelazione della conduttrice Milly Carlucci, a detta della quale lei e i responsabili della trasmissione non hanno le chiavi di accesso dell’account, getta secondo il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai una luce ancor più livida sull’accaduto.

cazzi cessi tweet ballando con le stelle

Con Radio Radicale, Michele Anzaldi ne ha poi approfittato per tornare sulla vexata quaestio dell’utilizzo dei social network da parte della Rai e sulla mancata applicazione di una policy ad hoc malgrado sia stata votata all’unanimità da due legislature. Anche alla luce di incidenti assurdi come quello di cui sopra, il Deputato renziano ha concluso il suo intervento proponendo la riduzione del canone, così da salvare il Servizio Pubblico. Dal momento che, “la Rai dal Parlamento vuole soltanto i soldi”, e poiché in un modo o nell’altro la Rai questi soldi li riceve sempre e comunque, sarebbe ora di iniziare a negarglieli nel caso in cui non adempia al contratto di servizio per la quale i cittadini pagano il canone. Cominciando così a sovvenzionare quegli attori sul mercato che svolgano realmente il ruolo di Servizio Pubblico e non automaticamente a Viale Mazzini. Solo così, secondo Michele Anzaldi, sarebbe possibile salvare la Rai.

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