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Rai, Michele Anzaldi denuncia lo scandalo: “Si rischia di non avere i nuovi vertici fino a ottobre”

Anzaldi Rai
Michele Anzaldi, Segretario della Commissione di Vigilanza Rai

Chi si occupa di Rai si è in questi giorni reso conto di una realtà piuttosto inquietante: tutto sembra finito vittima di un incantesimo del sonno, un sortilegio che non soltanto ha reso vittima Viale Mazzini ma anche il Parlamento, congelando di fatto la nomina dei nuovi Consiglieri di Amministrazione della Tv di Stato, nomina che dovrebbe porre fine all’era giallo-verde iniziata tre anni fa, e mai superata neppure dall’avvicendamento di ben tre governi di diverso colore.

A denunciare “l’incantamento” è il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi in un articolo sull’Huffington Post. Un articolo che conferma le fosche previsioni dello stesso Deputato di Italia Viva, che da mesi va ripetendo i suoi timori su una proroga degli attuali vertici Rai, scaduti e sfiduciati dal governo precedente.

Scrive l’On. Anzaldi: “Da 10 giorni il Parlamento è inadempiente sulla votazione per i nuovi consiglieri Rai. Addirittura stavolta è arrivata prima la stessa Rai, che ha già votato il consigliere indicato dai dipendenti. Dal primo giugno Camera e Senato avrebbero potuto e dovuto votare, ma ancora non c’è neanche la convocazione. Perché? Italia Viva ha dichiarato di essere pronta a votare subito, anche oggi o domani come ribadito anche da Matteo Renzi sui social. Che fanno gli altri leader di partito, a partire da Pd, Fi e Leu? Perché i presidenti delle Camere Fico e Casellati continuano a perdere tempo? Perché alcuni partiti vogliono impedire ai nuovi vertici Rai e all’amministratore delegato scelto dal presidente Draghi di insediarsi?”.

E ancora: “So che a Palazzo Chigi sono pronti da giorni a indicare i due consiglieri di nomina governativa (tra cui l’Ad), ma tutto è fermo perché Camera e Senato non hanno ancora deciso neanche la data di votazione dei 4 consiglieri di nomina parlamentare. Uno scandalo che mette a rischio i soldi degli italiani che pagano il canone“. 

Quindi prosegue: “È inaccettabile che anche le decisioni del prossimo anno siano ipotecate da una maggioranza che non esiste né in Parlamento né da nessun’altra parte, ma che governa solo la Rai. Il servizio pubblico, infatti, è gestito dalla strana maggioranza giallo-verde-nera composta dai consiglieri M5s, Lega e Fdi, asserragliati nel bunker di Viale Mazzini a fare ancora nomine, contratti, a decidere palinsesti che sono stati anticipati di oltre un mese per impedire all’amministratore delegato scelto dal governo Draghi di iniziare da subito ad imprimere la necessaria svolta al servizio pubblico

“Possibile che Conte e la Meloni debbano decidere il futuro della Rai scippando una prerogativa che dovrebbe invece essere del nuovo Ad scelto da Draghi? Perché il Pd di Letta, Forza Italia di Berlusconi e Leu di Speranza non dicono e non fanno nulla? Perché non chiedono l’immediata calendarizzazione della votazione? Perché finora non è stata convocata nessuna riunione dei partiti di maggioranza e non c’è alcun confronto trasparente con l’opposizione? Se non si discute, come si può arrivare al voto dei due terzi in Vigilanza per il presidente? Chi voterà il consigliere di Fdi, visto che il partito della Meloni non ha abbastanza voti in Parlamento? Avanti di questo passo, in questo immobilismo totale, altro che metà luglio, si rischia di non avere i nuovi vertici neanche a ottobre“.  

Il Segretario della Commissione di Vigilanza conclude quindi: “Possibile che i presidenti Fico e Casellati continuino ancora a tutelare la  presidenza Foa, che senza vergogna presenzierà anche al Prix Italia la prossima settimana pur essendo ampiamente scaduto? Significa che anche nei prossimi mesi continueremo a vedere all’opera la peggiore Rai di sempre, la Rai che ha fatto a pezzi il pluralismo, la Rai che ha eliminato l’informazione dai palinsesti regalando questo settore fondamentale alla concorrenza. Di fronte a una situazione del genere, è giusto pensare di destinare il canone ad altro“. 

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