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Rai. Quarto appalto esterno a Blu Yazmine. Bene Comune-Indignerai: “Tutto normale?”

Ilaria Dallatana Blu Yazmine
Ilaria Dallatana, ex direttrice di Rai2 e patron della Blu Yazmine

La Blu Yazmine, società fondata nel giugno scorso da Francesca Canetta e Ilaria Dallatana, ex Direttore di Rai2 ai tempi di Monica Maggioni Presidente Rai, era finita l’estate scorsa nel mirino del Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi. Quest’ultimo aveva sollevato la questione di opportunità, chiedendo il motivo per il quale Sette Storie, programma di Monica Maggioni in onda nella seconda serata di Rai1, fosse stato appaltato esternamente proprio alla Blu Yazmine, all’epoca appena nata.

Ma da allora la Blu Yazmine è stata protagonista di un’ascesa senza precedenti, visto che è già al quarto appalto con la Rai in pochissimi mesi. Dopo Sette Storie, infatti, è arrivato La Caserma in prima serata su Rai2; La Canzone Segreta attualmente in onda in prima serata su Rai1; e l’imminente Game of Games in prima serata di nuovo su Rai2. Rai2 ovvero, ribadiamo, la rete della quale Dallatana è stata Direttore.

Le prodigiose e fulminanti fortune della Blu Yazmine sono ora oggetto di un comunicato dell’Associazione Bene Comune-Indignerai, che fa capo al Consigliere di Amministrazione Rai in quota Dipendenti Riccardo Laganà. Comunicato nel quale leggiamo: “Nemmeno il tempo di contestare il ricorso all’appalto totale per la produzione A grande richiesta con risultati definiti giustamente “flop”, che possiamo constatare il grande successo riscosso dalla società di recente costituzione (giugno 2020) Blu Yazmine con al vertice l’ex Direttore Raidue Ilaria Dallatana e che in breve tempo puo’ accreditarsi già le seguenti produzioni: Sette storie, la Caserma, La canzone segreta, Game of games: due su Rai1 e due su Rai2: tre in prima serata”.

E ancora: “Quante società possono vantare un così immediato successo? Ci voleva proprio una nuova società di produzione per poter finalmente fare un po’ di…servizio pubblico…O no? Saremmo curiosi di sapere in che misura la crisi causata dal Covid ha impattato sui proventi delle società di produzione, molti dei quali – in un periodo di contrazione della raccolta pubblicitaria – provengono proprio da risorse da canone. Di certo conosciamo solo i saving per milioni di euro sul costo del personale. Lì si fa presto a risparmiare…“.

“A scanso di equivoci” prosegue il comunicato, “non mettiamo in dubbio che siano state rispettate alla lettera le previsioni interne anche in tema di conflitto di interessi. I professionisti delle carte a posto osserveranno che “la forma è anche sostanza. La realtà pero’ è ben diversa: davvero chi ha ricevuto per legge e contratto di servizio la mission di valorizzare risorse e produzioni interne può considerare normale questo stato di cose? Rai ridotta per lo più a mera cedente di slot pregiati di palinsesto?“.

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