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Rai. Se sarà Governo Draghi, subito cambio di Governance a Viale Mazzini

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Dall’agosto 2019 la Governance Rai non rappresenta politicamente il Paese. L’alleanza giallo-verde o grillo-leghista incarnata a Viale Mazzini dal Presidente Marcello Foa in quota Carroccio e dall’Amministratore Delegato Fabrizio Salini scelto dai grillini dietro suggerimento del Senatore Gianluigi Paragone ex pentastellato poi fondatore di Italexit, è di fatto superata da quasi due anni.

In una Tv pubblica ancora fortemente egemonizzata dall’intesa M5s-Lega del 2018, il Pd di fatto non ha mai toccato palla benché governi assieme ai grillini dall’estate 2019; con un assetto che vede una Rai2 di Centrodestra, una Rai1 in mano al Direttore, sottolineiamo ad interim, Stefano Coletta appiattito sulla linea pentastellato/spadaforiana/Lgbt che non su quella dem, e una Rai3 di Franco Di Mare vicina a Rocco Casalino e sempre a Vincenzo Spadafora. Con l’attuale Direttore di Rai3 testimonial dell’Unicef ai tempi in cui l’ex Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili dimissionario era Presidente per l’Italia .

Tale assetto, se dovesse – e così sarà – insediarsi il Governo Draghi sarà doppiamente anacronistico rispetto alla realtà politica del Paese. La fine ultima di questa gestione è prevista per l’estate 2021, benché il CdA di fatto sia già stato frattato qualche mese fa dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Impossibile pensare di attendere fino a luglio per fare il sacrosanto “repulisti” a Viale Mazzini, archiviando per sempre quello che il Segretario della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi definisce “il punto più basso mai raggiunto dalla Rai”. Con una “dirigenza evidentemente inadeguata e un’azienda evidentemente allo sbando” per dirla invece con il Capogruppo di Forza Italia in Commissione Giorgio Mulè. Mentre lo stesso Segretario della Vigilanza in quota Lega Massimiliano Capitanio parla di “ripercussioni” sulla Rai con l’arrivo di Draghi.

Siamo a febbraio e luglio è ancora lontano. Riteniamo più che mai del tutto opportuno, doveroso e necessario che non si debba attendere fino all’estate piena per mandare a casa questo CdA Rai. Un atto che andava compiuto già tempo fa e che, ci auguriamo, il Governo Draghi formalizzerà al più presto. Come sottolineava tempo fa l’On. Anzaldi, è infatti tassativo che il Ministro dell’Economia, chiunque egli o ella sarà, “invii una comunicazione ai Presidenti di Camera e Senato affinché la pubblicazione dell’avviso per la selezione dei nuovi 4 consiglieri di nomina parlamentare avvenga già da fine febbraio. Ovvero 60 giorni prima della fine del mandato dell’attuale CdA che si conclude ad aprile. E ancora: “Medesima comunicazione andrebbe formalizzata anche al CdA Rai, che deve avviare la procedura per l’elezione del consigliere scelto dai dipendenti con avviso da pubblicare 60 giorni prima della nomina”. Confidiamo dunque in questa tempestiva linea di condotta.

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