Rai, un’altra estate senza informazione in prima serata. Anzaldi incalza i nuovi vertici a rimediare

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Di Marco Zonetti

Intervistato dal quotidiano La Repubblica, il Direttore di Rai3 Franco Di Mare s’intesta “l’errore” di non aver programmato uno spazio serale di attualità nel periodo estivo, impegnandosi a rimediare “l’anno prossimo”. Forse nel corso di questi anni Di Mare non se n’è accorto, ma non è purtroppo il primo a commettere questo “errore”. Nell’estate 2018, con il Governo giallo-verde da poco insediato, il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi già lamentava come i telespettatori che la sera volessero informarsi su ciò che accadeva politicamente a Palazzo Chigi e in Parlamento (e quindi in Italia) fossero costretti da tempo a rivolgersi non alla Rai, bensì a La7.

Da allora si sono avvicendati altri due governi e altre tre estati, ma la situazione permane quasi immutata con una sola differenza: ora i telespettatori che la sera vogliano informarsi su ciò che accade politicamente a Palazzo Chigi e in Parlamento (e quindi in Italia) possono rivolgersi, oltre a La7, anche a Rete4. Ma dal punto di vista dell’informazione e dell’approfondimento, la Rai generalista, anche quest’anno da giugno a settembre, risulta non pervenuta, persa fra repliche delle repliche, benché il canone si paghi comunque (come ha sottolineato anche Aldo Grasso qualche tempo fa).

Durante l’audizione dei nuovi vertici Rai, la Presidente Marinella Soldi e l’Ad Carlo Fuortes, tenutasi ieri 4 agosto 2021 in Commissione di Vigilanza, l’On. Anzaldi è tornato su questa spina nel fianco del Servizio Pubblico, augurandosi che il nuovo corso della Tv di Stato si concentri in primis sull’informazione per farla tornare centrale nell’offerta delle reti generaliste sovvenzionate dal canone. Ricordando Il Fatto di Enzo Biagi, campione di ascolti in access prime time dopo il Tg1, il Segretario Anzaldi ha sottolineato come – anche in inverno – l’unico programma di approfondimento in prima serata sia #Cartabianca – i cui ascolti, per vari motivi, sono ben lontani da quelli di Biagi, nonché comunque inferiori ai concorrenti in onda nella stessa fascia oraria su Rete4 e La7. Qualche mese fa, Michele Santoro – intervistato da Lilli Gruber a Otto e mezzo – ricordava come il giovedì sera i suoi programmi toccassero il 20% di share mentre i suoi epigoni su Rai2 a malapena oggi arrivano al 2% (allusione neanche tanto velata a Seconda Linea con Francesca Fagnani e Alessandro Giuli, chiuso dopo sole due puntate, e ad Anni 20 con Giuli e Francesca Parisella).

E oltre il danno la beffa: molti dei giornalisti-conduttori che su Rete4 e La7 tolgono audience alla Tv pubblica sono nati e cresciuti professionalmente alla Rai. La stessa Gruber, Enrico Mentana, Giovanni Floris, Nicola Porro, Mario Giordano, Concita de Gregorio e così via.

Quanto mai sacrosanto, dunque, l’auspicio dell’On. Anzaldi di riportare la Rai agli altissimi livelli di qualità di un tempo nel campo dell’informazione e dell’approfondimento. Tanto più che, come ha chiosato ieri lo stesso Segretario rivolto ai vertici Soldi e Fuortes, le tv commerciali con i talk show ci guadagnano anche in pubblicità e in introiti, mentre la Rai un tempo gloriosa resta al palo anche sotto questo aspetto.

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