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Rai1. Il servizio di Vita in Diretta finisce nel mirino dei “negazionisti”

Vita in Diretta negazionisti
Un fotogramma tratto dal servizio de La Vita in Diretta andato in onda il 16 novembre 2020

La Vita in Diretta finisce nel mirino dei cosiddetti “negazionisti”, a causa di un servizio andato in onda lunedì 16 ottobre 2020 e girato in una terapia sub-intensiva piemontese.

Il paziente misterioso

Il conduttore Alberto Matano dà la linea all’inviato del programma che, così come i sanitari presenti nella stanza, è paludato in una tuta di massima sicurezza. Con tanto di viso coperto da mascherina e visiera. In diretta viene intervistato un paziente, il signor Luciano, ricoverato da diversi giorni e costretto a indossare una maschera a ossigeno attraverso la quale parla stentatamente. D’un tratto, dal letto accanto, fa capolino nella ripresa un altro paziente che saluta la telecamera a viso scoperto. T-shirt, senza protezione della mascherina, senza tantomeno maschera a ossigeno, l’uomo sorride e appare in ottima salute. Almeno rispetto ai gravi toni del servizio, con la scritta in sovrimpressione “Piemonte, quasi finiti posti in terapia intensiva”.

Questione di terapia

In realtà, il servizio – malgrado la fuorviante scritta – è girato in una terapia sub-intensiva, ove le misure cautelative sono meno rigorose rispetto a quella intensiva. Il signore che sorride senza mascherina è già positivo – questa la spiegazione ufficiale. Quindi non ha bisogno d’indossare presidi che evitino il contagio passivo e attivo (dal momento che le persone presenti nella stanza sono tutte protette dalle tute e dalle mascherine).

Pane per negazionisti

Il fotogramma tratto dal servizio ha tuttavia fatto il giro dei social, diventando subito virale e alimentando la propaganda “negazionista”. Molti poi, sotto il video ufficiale pubblicato sulla pagina YouTube della Rai (e che inseriamo in calce all’articolo), hanno gridato al “falso” da parte del programma. Con molti commenti del tenore: “Uno tutto protetto e l’altro che ride senza mascherina, non siete neanche capaci a fare un fake“. “Se noi” scrivono molti, “siamo costretti alla mascherina anche quando giriamo da soli per la strada, perché quel paziente ricoverato in ospedale era senza?”. Di fatto, sono tanti, troppi, a credere che il servizio sia stato realizzato ad arte – addirittura con l’ausilio di attori – per mettere in scena i pericoli del Covid-19 e il dramma ospedaliero, e che sia in qualche modo sfuggito di mano.

Effetto a valanga

Il servizio della Vita in Diretta, che voleva essere una rappresentazione live dell’emergenza Covid negli ospedali, ha finito dunque per diventare un boomerang, ottenendo esattamente il risultato contrario. Sui social, infatti, il servizio continua a dilagare, preso a esempio dai “negazionisti” per confermare le loro ipotesi di complotto. Con un effetto a valanga di fatto inarrestabile e potenzialmente pericoloso.

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