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Rai1. Offensivi trionfalismi per ascolti con l’Italia nelle spire del Covid-19

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Ma non mi dire!

Il 2021 inizia nel peggiore dei modi per Rai1. Il cui Direttore Stefano Coletta esulta con toni trionfali per i risultati de L’anno che verrà, storico programma di fine anno che ha visto questa edizione battere il record di spettatori.

Per rispetto ai lettori non utilizzeremo una nota espressione gergale romanesca, preferendole la più edulcorata “Ma non mi dire!”. Insomma, con tutta Italia in zona rossa e gli italiani costretti in casa per le restrizioni dovute alla pandemia, c’è forse da stupirsi (e soprattutto da esultare) per il fatto che quest’anno la platea televisiva di fine anno sia cresciuta?

Una debole concorrenza per Rai1

Per giunta, quest’anno la concorrenza vedeva Canale 5 programmare il Capodanno del Grande Fratello Vip che attirava soltanto i fan della trasmissione, e un pubblico più giovane di quello tradizionale di Rai1 al quale quest’anno si sono aggiunti tutti coloro che, solitamente, erano fuori a festeggiare. Sugli altri canali: un film di serie C per bambini, il solito circo, film visti e rivisti e programmi di nicchia come Propaganda Live (che, dal canto suo, è andato benissimo).

Offensivi e inopportuni trionfalismi

Oltre all’inopportunità delle esultazioni, riteniamo del tutto offensivo vantarsi degli ascolti in crescita per Rai1 (peraltro tutti da dimostrare, come abbiamo sviscerato qui), quando siamo ancora nel bel mezzo della seconda ondata dei contagi, e centinaia e centinaia di persone muoiono ancora ogni giorno. Rai1 è Tv di Stato, è Servizio Pubblico, è rete sovvenzionata dal canone pagato dai cittadini. Anche i tanti che quest’anno hanno perso familiari, amici, conoscenti o che sono ancora nelle spire del Covid-19, o piagati dalla crisi economica. I toni trionfali perché quest’anno davanti alla Tv ci sono più spettatori, alla luce di tutto ciò, sono quanto mai fuori luogo.

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