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Referendum, AgCom bacchetta la Rai. Anzaldi: “Servizio pubblico indecente”

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“Agcom conferma informazione fuori controllo”. Michele Anzaldi commenta la delibera dell’Autorità che mette in riga Rai, Sky e La7. “Dopo coraggiosa multa Cardani, Lasorella e nuovi commissari vadano avanti”

L’AgCom bacchetta la Rai (oltre a Sky e La7), in merito alla salvaguardia del pluralismo nell’informazione rispetto al Referendum sul taglio dei Parlamentari e alle Elezioni Regionali del 20-21 settembre prossimo.

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Michele Anzaldi

Delibera AgCom: il commento del Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi

Il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, che in questi giorni, ha più volte richiamato a un comportamento equo e regolare da parte dell’azienda, ha così commentato la delibera dell’Autorità. “L’ordine al riequilibrio impartito dall’AgCom alla Rai conferma ancora una volta che l’informazione del servizio pubblico è totalmente fuori controllo. Favoritismi per il Sì al Referendum, trasmissione integrale dei videomessaggi propagandistici del presidente del Consiglio Conte, squilibri, vera e propria censura delle notizie ritenute scomode per i partiti di riferimenti dei direttori.

Il servizio pubblico tocca il punto più basso della sua Storia

Il servizio pubblico con la gestione gialloverde ha toccato il punto più basso della sua storia e le forzature senza precedenti del Lockdown hanno abbassato ancora di più il livello. Sarebbe doveroso, peraltro, che l’eventuale multa la pagassero i diretti interessati, non i cittadini con il canone, su questo servono chiarimenti dell’amministratore delegato Salini”.

“L’Agcom del presidente Cardani – prosegue l’On. Anzaldi – è stata costretta, per la prima volta e dopo una lunga istruttoria, a sanzionare la totale assenza di pluralismo e di correttezza dell’informazione pubblica con una multa da 1,5 milioni di euro. Una decisione coraggiosa, che le ha attirato contro attacchi senza precedenti.

Ora i nuovi commissari, presieduti da Giacomo Lasorella, hanno il dovere di andare avanti su questa strada, non soltanto difendendo l’operato dei loro predecessori, ma anche continuando a lavorare per riportare la Rai ad una vera informazione plurale, equilibrata, corretta. Quello che vedono quotidianamente sulle reti Rai i cittadini che pagano il canone è davvero indecente”.

Il testo della delibera AgCom

L’AgCom bacchetta la Rai, dunque, ma in quali termini? Presto detto, citiamo da Adnkronos: l’Autorità ordina all’azienda di “procedere nei notiziari diffusi dalle testate ad essa facenti capo ad una immediata e significativa inversione di tendenza. Garantendo un’informazione equilibrata e un effettivo e rigoroso rispetto del principio della parità di accesso e di trattamento tra i soggetti politici”.

L’Autorità, presieduta da Angelo Cardani, ha anche chiesto “l’equa rappresentazione di tutte le opinioni politiche, nel rispetto dell’autonomia editoriale e giornalistica e della correlazione dell’informazione ai temi dell’attualità e della cronaca politica. Nonché la puntuale distinzione tra l’esercizio delle funzioni istituzionali, correlate alla completezza dell’informazione, e l’attività politica in capo agli esponenti del Governo nei termini di cui in premessa, evitando sovraesposizioni ingiustificate”.

Correttezza di svolgimento rappresentazione posizioni politiche e istituzionali

La delibera ha lo scopo “di garantire la correttezza dello svolgimento della rappresentazione delle posizioni politiche e istituzionali e del confronto politico, su cui si fonda il sistema democratico, in considerazione in particolare dell’imminente chiusura della campagna elettorale”.

L’Autorità precisa inoltre che “nell’esercizio della propria funzione di vigilanza verificherà l’osservanza del presente ordine attraverso il monitoraggio dei dati riferiti negli ultimi giorni della campagna elettorale, riservandosi in caso di mancata ottemperanza l’adozione dei conseguenti provvedimenti di competenza”.

Incongruenze nell’andamento dei tempi di parola dei soggetti politici nei notiziari

Secondo quanto si legge nella delibera dell’Agcom, che ha esaminato “i dati di monitoraggio forniti dalla società Geca Italia e riferiti al periodo 6-13 settembre 2020, l’Autorità ha rilevato “il permanere di alcune incongruenze nell’andamento dei tempi di parola dei soggetti politici nei notiziari” e ha preso atto “dei tempi di parola fruiti dai rappresentanti delle Istituzioni. E, segnatamente, dal Presidente del Consiglio e dai membri del Governo i quali, avuto riguardo al totale del tempo di parola dei soggetti politici e istituzionali, hanno impegnato il 47,59% del tempo sul TG1, il 26,20% sul Tg2, il 37,95% sul Tg3 e il 62,60% su Rainews.

Tali percentuali risultano ancora più elevate ove si considerino i dati relativi ai tempi fruiti senza considerare l’argomento referendum (rispettivamente, 55,18%, 34,80%, 42,68%, 68,80%)”.

Il videomessaggio del Presidente Conte

Inoltre l’AgCom ha rilevato che “nei notiziari di RaiNews è stato riproposto in diretta una parte del videomessaggio del Presidente del Consiglio, trasmesso sulla sua pagina Facebook il 13 settembre 2020, in relazione al tema della riapertura delle scuole; parti del videomessaggio sono state, inoltre, rilevate all’interno di servizi dei notiziari anche delle altre testate Rai”.

L’Autorità quindi ritiene, in vista “della chiusura della campagna per le elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020”, che “l’attività di informazione in quanto servizio di interesse generale, deve concorrere efficacemente alla formazione di una opinione pubblica consapevole e informata. A tal fine, pur nel rigoroso rispetto della linea editoriale propria di ciascuna testata, appare necessario segnalare l’urgenza che sui principali temi di attualità si possa assistere ad una trattazione che preveda un contraddittorio delle posizioni espresse dalle diverse forze politiche per consentire al cittadino-elettore di cogliere le ragioni che animano le diverse opinioni in campo”.

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