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Report: “Il racconto di Ranucci è falso”. Esposto di Renzi in Procura “per ristabilire la verità dei fatti”

Report Ranucci
Sigfrido Ranucci, Report

Matteo Renzi contrattacca e si prepara alla guerra legale contro Report e il suo conduttore Sigrido Ranucci riguardo al video della “cittadina curiosa” che avrebbe ripreso il leader di Italia Viva in un autogrill in fitta conversazione con l’agente dei Servizi Segreti Marco Mancini.

Fonti dell’ufficio stampa di Renzi, come riporta l’Adnkronos, annunciano che: “Il racconto che Ranucci riporta è falso. Come dimostreranno le immagini dell’autogrill l’auto di Renzi è andata via prima dell’auto di Mancini”. E ancora: “Del resto la stessa signora dice di sentire Mancini che saluta Renzi, mentre quest’ultimo sale in macchina e riparte, con Mancini che resta in piedi fuori dall’auto a salutare. Se la signora è andata via in contemporanea all’auto di Mancini non può aver visto la direzione di Renzi, del quale però la signora pare conoscere anche la velocità dell’auto. Orecchio bionico, vista straordinaria, autovelox incorporato: questa professoressa è davvero speciale“.

Le stesse fonti precisano quindi: “Ma il racconto è falso: basta passare dall’autogrill di Fiano Romano per rendersene conto. Romano per rendersene conto. Quanto alla disponibilità della signora a rivelare la sua identità siamo certi che sarà apprezzata dall’autorità giudiziaria. Renzi infatti presenterà domani un esposto in procura per chiedere che siano acquisite le telecamere dell’autogrill e ristabilita la verità dei fatti”.

Oggi, in un’intervista al quotidiano Il Riformista, il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi e Deputato di Italia Viva ha dichiarato: “L’incontro Renzi-Mancini non nascondeva nulla di illecito, né reati, ma è stato presentato come chissà quale oscura macchinazione. Il messaggio inviato è apparso incompleto, se non tendenzioso. Ora aspettiamo che Report dedichi una puntata alla gestione che Conte ha fatto del sistema dell’intelligence nei suoi quasi 3 anni di governo, primo e unico premier nella storia della Repubblica ad aver tenuto per sé per un tempo così lungo la delega ai servizi segreti“.

L’On. Anzaldi ha anche ricordato che: “Dal 2019 i più informati giornalisti di questioni riguardanti l’intelligence avevano scritto più volte che a voler dare una promozione a Mancini nei servizi erano il presidente Conte in persona e il suo più stretto collaboratore, il direttore del Dis Vecchione“.

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