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Scanzi smentito dall’Asl e dal medico curante. Anzaldi: “La Rai gli offrì vetrina in prima serata”

Scanzi Anzaldi
Andrea Scanzi e Michele Anzaldi

Fin dal momento in cui la vicenda della vaccinazione di Andrea Scanzi, firma del Fatto Quotidiano e ospite fisso di #Cartabianca sulla Rai3 in quota M5s, aveva iniziato a suscitare polemiche nonché un’indagine da parte della Procura di Arezzo, il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv) aveva chiesto alla Tv di Stato d’interrompere le sue ospitate pagate dal canone in attesa di chiarimenti. Le trasmissioni di La7, delle quali Scanzi era opinionista assiduo, avevano subito sospeso le presenze del giornalista, mentre Bianca Berlinguer lo aveva addirittura invitato in una puntata di #Cartabianca lasciandogli una sorta di vetrina dalla quale illustrare le proprie istanze senza contraddittorio. A quel punto l’On. Anzaldi aveva tirato in ballo il Comitato Etico della Rai, e gli interventi di Andrea Scanzi erano stati infine “congelati”. In televisione lo si può ancora vedere nel programma Accordi e Disaccordi in onda sul Nove, prodotto da TvLoft (televisione facente parte del mondo editoriale del Fatto Quotidiano), e negli spot a quest’ultima in onda su Rai3 (che hanno suscitato altre controversie nonché un’interrogazione in Vigilanza).

Ieri sera, domenica 18 aprile 2021, a Non è l’Arena il medico curante e la Asl di riferimento del giornalista hanno smentito la versione che egli aveva dato sulla propria vaccinazione (qui il video), e Michele Anzaldi ha commentato il tutto sul quotidiano Il Riformista che lo ha intervistato al riguardo.

“Sul caso Scanzi l’informazione e il giornalismo sono arrivati da una tv commerciale come La7″ ha dichiarato il Segretario della Commissione di Vigilanza. “Ancora una volta la Rai ne esce malissimo. Con l’ennesimo scoop che ha visto l’inviata di Non è l’Arena riuscire ad intervistare per la prima volta il medico di Scanzi, che ha smentito totalmente la versione del giornalista del Fatto, Giletti ha fatto servizio pubblico e soprattutto ha dato una lezione di giornalismo, permettendo ai cittadini di sentire direttamente le dichiarazioni dei protagonisti di questa vicenda e farsi quindi liberamente un’idea di come siano andate le cose”.

L’On. Anzaldi ha quindi sottolineato come la Rai non abbia svolto il suo lavoro di verifica, offrendo invece al giornalista “il palcoscenico della prima serata per presentarlo come un modello e fargli ripetere senza contraddittorio la sua claudicante versione, poi smentita dal medico curante e dal direttore della Asl intervistati da La7“.

Il Deputato renziano è quindi tornato sulla sua intervista a Radio Radicale, nella quale ribadiva la necessità di ridurre il canone della Rai e destinarne una parte “a gara” permettendo così alle televisione commerciali di concorrere, affidando missioni specifiche. Solo così, secondo l’On. Anzaldi, è possibile salvare il Servizio Pubblico che ha abdicato alla sua missione di proporre “un’informazione pluralista e un giornalismo rigoroso“.

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