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Sette Storie, Michele Anzaldi: “Intervista di Maggioni a Conte è stata un flop”

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Michele Anzaldi, Segretario della Commissione di Vigilanza Rai

Sette Storie, il programma condotto da Monica Maggioni su Rai1, è ripartito lunedì 5 ottobre 2020 in seconda serata. Con risultati non entusiasmanti, come abbiamo scritto qui.

A sostegno della nostra analisi, abbiamo chiesto al Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi un parere al riguardo. Considerando anche che la Maggioni aveva come ospite il premier Conte. Del quale ricordiamo la performance non strabiliante, per usare un eufemismo, nell’ottobre 2019, quando fu intervistato senza contraddittorio da Francesco Giorgino in uno speciale sulla “guerra di Erdogan”. In realtà uno spazio allestito solo ed esclusivamente per volere di Rocco Casalino al fine di “riequilibrare” l’esposizione mediatica del premier dopo il boom del faccia a faccia Renzi-Salvini a Porta a Porta pochi giorni prima. Ma veniamo alla situazione contingente.

Onorevole Anzaldi, la prima puntata del nuovo ciclo di Sette Storie ha registrato una media di 1.069.000 telespettatori con il 9.2% di share. E con l’intervista al presidente del Consiglio Conte ha toccato picchi di due milioni di telespettatori, con uno share medio del 13%. Che cosa ne pensa?

“In realtà l’intervista della Maggioni a Conte si è rivelata un flop, basti vedere le curve di ascolto. Sia lo share di Rai1, sia il numero dei telespettatori precipitano in maniera continua a partire dal primo minuto dell’intervista, crollando da 2,5 milioni a circa 1,7 milioni in neanche venti minuti, con lo share che dal 15 arriva al 12%. Facendo segnare una ininterrotta fuga di telespettatori. Questo a dispetto della grande professionalità della conduttrice”.

Le curve della seconda serata, con quella di Rai1 segnata in blu scuro

Secondo lei, Monica Maggioni ce l’ha messa tutta a valorizzare Conte?

“La qualità del prodotto è indiscutibile, la bravura e l’esperienza della conduttrice si sono viste chiaramente, ma è difficile valorizzare un prodotto se non si riceve neanche una notizia. E su questo Conte è stato giornalisticamente molto debole. Non a caso l’intervista non ha fatto neanche un titolo di giornale. Su questo la Rai dovrebbe imporsi di più. Non è accettabile che se c’è da dare una notizia, Conte la dia a Mentana o alle tv commerciali o al Fatto quotidiano, mentre quando va in Rai si può permettere di non dire nulla di significativo. Tg e trasmissioni Rai non possono essere sempre il fanalino di coda dell’informazione, costretti ad arrivare ultimi o copiare dagli altri”.

Quindi Rai1 ha fatto fiasco?

“Quando si aprono nuovi spazi di informazione nel servizio pubblico è sempre un elemento positivo e da salutare con soddisfazione, anche perché il canone lo paghiamo soprattutto per questo. In questo caso, però, l’informazione e le notizie sono purtroppo finite in secondo piano, nonostante i tentativi di una giornalista di livello come Monica Maggioni. E ciò che è venuto fuori è apparso molto più agiografico che giornalistico”.

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