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Vaccino a Scanzi. Anzaldi: “In attesa di chiarimenti Rai sospenda contratto a spese degli italiani”

Rai Anzaldi Fatto Quotidiano Berlinguer

Il caso di Andrea Scanzi, vaccinatosi last-minute con Astrazeneca in Toscana, continua a far discutere animatamente l’opinione pubblica, specie dopo altre rivelazioni di Dagospia relativamente alla giustificazione addotta dal giornalista sul fatto di essere “caregiver” dei genitori. Frattanto la Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda, senza reati ipotizzati, per chiarire le dinamiche attraverso le quali la firma del Fatto Quotidiano abbia avuto accesso al vaccino.

Intanto ieri sera, lunedì 22 marzo 2021, Scanzi non era in collegamento con Otto e mezzo su La7 (com’è invece di consueto), ma questa sera ha invece annunciato di essere a #Cartabianca su Rai3, ove è ospite fisso nonché il più assiduo, come testimoniano i dati raccolti dagli economisti Riccardo Puglisi e Tommaso Anastasia. Ospitate pagate e regolate da un contratto con la Rai, come scoperto dal Segretario della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi.

Un contratto del quale l’On. Anzaldi, in un’intervista sul Giornale, chiede la sospensione. «Credo che la vicenda Scanzi meriti chiarimenti ufficiali dalle istituzioni competenti, visto che il tema vaccini rappresenta una questione cruciale per tutti in questo momento» dichiara il Deputato renziano. «In attesa che la questione venga chiarita, anche a seguito dell’apertura di un fascicolo della Procura di Arezzo, la Rai dovrebbe sospendere il contratto che ha con Scanzi per le sue ospitate pagate a #Cartabianca. Una sospensione in via cautelativa, anche per evitare eventuali violazioni del Codice Etico del servizio pubblico».

E ancora: «Secondo il Codice Etico dell’azienda, i collaboratori devono adeguare le proprie azioni e i propri comportamenti agli impegni previsti dal codice stesso, primo fra tutti l’aderenza all’etica, ‘approccio indispensabile per l’affidabilità Rai‘. Tra i fondamenti del codice: ‘astenersi dal compimento di atti illegali, illeciti, non conformi al comune senso di rettitudine e al comune senso dell’onore e della dignità’. Visto che ci sono verifiche in corso, annunciate dalla Asl e dalla Regione, credo sia doveroso attendere l’esito di queste verifiche prima di far tornare Scanzi a Rai3. Anche per evitare conflitti di interessi, oltre ad un potenziale danno d’immagine per la Rai».

Il Segretario della Vigilanza Rai quindi prosegue: «Scanzi è un collaboratore fisso di #Cartabianca, retribuito per scelta della trasmissione e della conduttrice. Quindi se gli venisse consentito in quella sede di difendersi avrebbe un evidente condizione di favore: difficile pensare che si troverebbe di fronte ad un contraddittorio duro e imparziale. Se vuole difendersi, vada come ospite in trasmissioni che non lo pagano. È opportuno evitare, quindi, che una trasmissione del servizio pubblico diventi un’occasione di servizio privato a Scanzi, che paradossalmente verrebbe non solo pagato trarrebbe anche un vantaggio d’immagine per vicende personali. La sospensione servirebbe anche a evitare imbarazzi alla Rai: chi può dire oggi che strascichi avrà questa storia, anche eventualmente in ambito giudiziario?».

Quanto alle rivelazioni di Dagospia, il Deputato di Italia Viva commenta: «Anche su questo mi auguro che le autorità competenti facciano luce con celerità. Per come la vicenda è stata raccontata dal sito Dagospia alimenta molti dubbi e fa pensare che siamo di fronte ad un evidente caso di doppia morale, a cui alcune firme del Fatto Quotidiano non sono nuove. Sapere che tanti settantenni, cui spetta il vaccino astrazeneca e che sono tra i più a rischio mortalità per il covid, ancora non possono neanche prenotarsi, mentre un giornalista quarantenne si é già vaccinato lascia sbalorditi».

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