Covid-19: la Festa Internazionale della Storia diventa digitale

covid-19 la festa internazionale della storia diventa digitale


Come la divulgazione culturale muta in tempo di Covid-19. La storia siamo noi. Noi cambiamo il mondo ma il mondo cambia noi: la Festa Internazionale della Storia quest’anno sarà quasi interamente digitale E su YouTube per tutti

Il passato narrato dai social network in tempo di pandemia

La locandina della manifestazione

Il passato narrato sui social network in tempo di pandemia: questa potrebbe essere la descrizione, in breve, della XVII edizione della festa internazionale della storia che prenderà il via alle 15.00 di oggi e che avrà base a Bologna fino alla prossima domenica.

Causa Covid-19, infatti, tutta la manifestazione sarà anche online su https://site.unibo.it/festadellastoria/it , su una pagina Facebook e su YouTube con un canale dedicato. Quindi per tutti. Insomma, mentre i mass media sono i Boccaccio e Manzoni dei nostri tempi, i social network si rivelano canali utili per la divulgazione storico-scientifica in tempo reale.

La storia siamo noi

Scherzi a parte, La storia siamo noi. Noi cambiamo il mondo ma il mondo cambia noi è il tema della diciassettesima edizione di un’iniziativa che offre una lettura “complessa” della storia. Arte, musica, letteratura, e teatro, le più elevate espressioni del genio umano, saranno al solito le principali chiavi di lettura di eventi e periodi storici. Perché educhi a una lettura “complessa” anche della nostra realtà.

Una manifestazione che, grazie al successo delle scorse edizioni, ha reso Bologna capitale della storia. E ha dato origine a più di una filiazione. Sul suo modello sono nate infatti manifestazioni analoghe in corso ogni anno a Castel San Pietro Terme (BO), Parma, Ozzano nell’Emilia (BO), Civitavecchia (RM) e Milano. Ma la sua formula ha trovato terreno fertile anche all’estero: col festival internazionale della storia di Buenos Aires.

Divulgazione storica in movimento

L’Università Alma Mater Studiorum di Bologna

Patrocinata dall’Università Alma Mater Studiorum di BolognaLa storia siamo noi porta la divulgazione storica fuori dai suoi luoghi canonici: dalle aule, biblioteche, musei sposta la storia nelle piazze, nelle chiese e nelle strade. Con lezioni, conferenze, dibattiti, ma anche con mostre, spettacoli e concerti; con la chiara intenzione di suscitare passione e democratizzarne la cultura.

Molti gli interventi e i contributi: uno dei più attesi sarà, senza ombra di dubbio,  I cambiamenti mancanti, un’intervista ad Alessandro Barbero, per noi l’indiscusso protagonista della divulgazione storica via social, prevista – anche questa online – alle ore 18.00 di sabato 24, quasi in chiusura di manifestazione. E parliamo di previsione perché il programma della manifestazione (disponibile su https://site.unibo.it/festadellastoria/it) non esclude modifiche dell’ultim’ora.

Il Passamano per San Luca

In questa edizione sarà sostituito da un evento mediatico storico-celebrativo anche il tradizionale Passamano per San Luca. Ovvero la rievocazione della straordinaria catena umana che il 17 ottobre del 1677 permise di trasportare sul Colle della Guardia i materiali da costruzione del Portico di San Luca, un corridoio coperto da 316 arcate, lungo ben 3796 metri: ancora il più lungo mai costruito al mondo. E che si rievoca da sedici anni col passaggio di mano di mano in mano – tra studenti di ogni ordine e grado delle scuole di Bologna e provincia – di oggetti reali e simbolici prodotti nelle attività di studio, di ricerca e di divulgazione svolte a scuola e presso le sedi museali, archivistiche e universitarie. Così come sarà rinviato il conferimento dei premi Novi cives: costruttori di cittadinanza e il Portico d’oro-Jacques Le Goff. Premio di cui Barbero è stato insignito in occasione della IX edizione.

Antonio Facchin

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