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Rai, l’inchiesta di Pinuccio di Striscia sul patrimonio trafugato diventa interrogazione parlamentare

Rai Pinuccio Striscia
Pinuccio di Rai Scoglio 24 in Striscia la Notizia

Circa un mese fa nel maggio 2021 a Striscia la Notizia, Pinuccio (alias Alessio Giannone) nel suo segmento Rai Scoglio 24 aveva fatto emergere la vicenda del patrimonio artistico della Tv pubblica trafugato e, in un caso eclatante, finito all’asta a Londra. Alcune opere d’arte di proprietà della Rai e quindi – per la proprietà transitiva – del cittadino che paga il canone sono insomma misteriosamente scomparse dalle sedi che le ospitavano, e la sparizione veniva confermata al solerte “inviato” nonché candidato al Cda Rai dallo stesso Nicola Sinisi, Direttore canone e beni artistici della Tv di Stato.

L’inchiesta di Pinuccio e di Striscia è divenuta quindi un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della cultura da parte dei Senatori del M5s Elio Lannutti, Luisa Angrisani e Matteo Mantero e che pubblichiamo di seguito.

“Premesso che:

si apprende che opere d’arte di estremo valore sarebbero sparite dai locali della RAI, o addirittura finite all’asta, come nel caso di una scrivania disegnata per l’azienda pubblica dall’archistar Gio Ponti, che sarebbe stata venduta a Londra dalla famosa casa d’aste Christie’s al miglior offerente per circa 70.000 euro il 16 ottobre 2019. Lo scandalo, sollevato recentemente dalla trasmissione Mediaset Striscia la notizia, ha trovato conferma nelle parole di Nicola Sinisi, Direttore canone e beni artistici della RAI, interpellato proprio dal programma satirico, il quale ha spiegato che “c’è un’inchiesta della magistratura e in Italia bisogna imparare a rispettare i ruoli”. L’indagine, molto complessa, sarebbe scattata a marzo scorso. Secondo quanto portato alla luce dal programma di Antonio Ricci, tra le opere sottratte dalla RAI ci sono pezzi molto pregiati come il quadro “Vita nei campi” di Giorgio de Chirico, che pare che sia stato rubato e sostituito con una copia (poi scomparsa anche quella), e “La domenica della buona gente” di Renato Guttuso. In tutto, si stima che siano più di 10 le opere trafugate da viale Mazzini, non sono solo dipinti, ma anche litografie, arazzi, sculture;

al riguardo, il programma satirico ha anche portato all’attenzione il caso della già citata scrivania. Nella descrizione dell’oggetto, presente sul sito della casa d’aste, si legge a scanso di equivoci: “Una rara e importante scrivania, progettata per gli uffici Rai”. Come l’opera fosse finita a Londra non è dato saperlo;

considerato inoltre che:

molte di queste sparizioni, peraltro, non sono cosa recente. Emblematico il trafugamento, da parte di un ex impiegato della RAI, di un dipinto dell’artista fiorentino novecentesco Ottone Rosai, e la sua sostituzione con una copia perfetta. Un furto avvenuto circa 50 anni fa, negli anni ’70, ma scoperto solo pochi mesi fa. Pare che l’originale sia stato venduto per 25 milioni di lire da un dipendente ormai in pensione, non più imputabile. Il che rende il tutto ancor più paradossale. La scoperta è avvenuta accidentalmente, dopo che il quadro, intitolato “Architettura”, era caduto a terra. Chi si era occupato di risistemarlo si era reso conto di aver a che fare con un falso e non con la preziosa opera di Rosai. È dunque scattata la denuncia ai Carabinieri;

le opere d’arte presenti in RAI varrebbero circa 100 milioni di euro, un patrimonio importante che andrebbe innanzitutto catalogato e tutelato, per impedire che venga ancora lasciato alla mercé di dipendenti infedeli, e reso disponibile alla visione dei cittadini italiani, essendo opere esposte in quella che è a tutti gli effetti un’amministrazione pubblica, secondo la valutazione dell’Istituto italiano di statistica, una statuizione derivata dai dettami di Eurostat, che ad agosto 2016 ha deciso di includere nel perimetro delle amministrazioni pubbliche anche le televisioni a controllo statale,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

se ritengano di dover provvedere a una catalogazione del patrimonio artistico presente in RAI, allo scopo di tutelare le opere d’arte e renderle fruibili per i cittadini;

se si ritenga di dover catalogare, tutelare e rendere disponibili alla visione dei cittadini tutte le opere di proprietà statale presenti negli edifici pubblici. Nel caso che la catalogazione già avvenga in alcuni casi, come si intenda difendere tali opere dai furti.

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