Rai1: la votazione del Capo dello Stato si trasforma in “Teatrino Quirinale”

Quirinale Rai1 Monica Maggioni Alberto Matano Serena Bortone
Lucia Annunziata, Alberto Matano, Monica Maggioni, Serena Bortone, Marcello Sorgi

di Marco Zonetti 🖋️

La lunga diretta pomeridiana di ieri, lunedì 24 gennaio 2022, che Rai1 ha dedicato alla prima votazione per il Presidente della Repubblica, inesorabilmente più lenta del consueto per via delle norme anti-covid, ha visto mandare temporaneamente in soffitta i programmi Oggi è un altro giorno, La Vita in Diretta e L’Eredità, sostituendoli con una sorta di “Maratona Maggioni”.

Monica Maggioni, direttrice del Tg1, ha infatti voluto condurre di persona la partita, chiamando come ospite l’amico Marcello Sorgi – presenza fissa nei suoi programmi, vedi Sette Storie – assieme ad Alberto Matano e Serena Bortone, come per ricompensarli dello stop forzato alle loro trasmissioni.

Peccato che ormai l’ex mezzobusto del Tg1 Matano e l’ex conduttrice di Agorà Bortone abbiano da tempo abdicato al commento della politica e delle questioni istituzionali per trasformarsi in presentatori/fantasisti lanciandosi giornalmente in balletti, canti e sfilate a favore di telecamera con sguardo ammiccante emulando la Linda Evangelista dei tempi d’oro. Pertanto, relegati nella diretta sul Quirinale al ruolo angusto di lettori delle agenzie, i due apparivano visibilmente a disagio nei panni di comprimari della Maggioni, anziché in quelli d’incontrastati conduttori che ormai sono abituati a indossare, tanto da buttarsi – spesso non a proposito – in arzigogolate analisi istituzionali facendo a gara per rubarsi spazio a vicenda, simili a due alunni zelanti che tentino di fare colpo sulla maestra.

Mentre, nello split screen, i grandi elettori continuavano a votare a passo di lumaca, i “fantastici quattro” della diretta di Rai1 si arrabattavano per far passare il tempo lanciandosi in argute disquisizioni sui vari incontri tra i vari leader di partito, imbastendo fiabe, miti e leggende sul nulla, fomentati dalla pletora di inviati del Tg (ma quanti ne hanno mandati?) che intercettavano i vari capi politici tentando di trarre eventuali indizi dall’espressione del viso. La ripetuta frase: “Era molto scuro in volto” diveniva così pretesto per snocciolare arcane teorie su guerre senza esclusione di colpi tra i pezzi grossi della politica; mentre bastava la formula di rito “incontro cordiale” nell’incipit di un’agenzia perché si gridasse al grande amore sbocciato tra questo e quel leader.

Dando talvolta – ma per troppo poco tempo – la parola a commentatori illustri – uno su tutti: Sabino Cassese, il più lucido ed esaustivo – la “Maratona Maggioni” si protraeva intanto lenta e inesorabile come la votazione dei grandi elettori, e l’arrivo tardivo di una Lucia Annunziata particolarmente spumeggiante in studio non era certo d’aiuto, mentre il tutto si trasformava in un siparietto autoreferenziale tra lei, la direttrice del Tg1 e gli altri ospiti e la diretta della testata giornalistica principale d’Italia sulle sorti del Quirinale diventava una sorta di varietà pomeridiano, ancor più leggero di Oggi è un altro giorno e La Vita in Diretta. A un certo punto ci si aspettava quasi entrasse in scena anche anche Fabio Insinna con la sua “ghigliottina”, così da coprire a dovere anche lo spazio dell’Eredità. In tutto questo, ci si domanda come mai, per giunta, sia stato commissionato anche un servizio del Tg a Marco Damilano, che peraltro era anche in studio da Enrico Mentana su La7. La Rai non vanta esperti quirinalisti sovvenzionati dal canone? Era proprio il caso di scomodare il direttore – esterno – dell’Espresso?

Il nuovo modello di “Maratona Maggioni” avrà pagato in termini di ascolti? Forse sì. Di certo, chi cercava informazione seria si è rivolto altrove.

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