Capote contro i “Cigni” di New York. L’imperdibile nuova serie di Ryan Murphy

Capote contro i "Cigni" di New York. L'imperdibile nuova serie di Ryan Murphy
Calista Flockhart, Chloë Sevigny, Diane Lane, Molly Ringwald, Naomi Watts e Demi Moore
in Feud 2: Capote vs. The Swans

di Marco Zonetti

Adv-free per VTV Magazine

New York, 1975. Lo scrittore Truman Capote si è incamminato da tempo su un triste cammino di autodistruzione. Lontanissimo, ormai, quel fortunato 1966 in cui egli aveva sfornato il suo più grande e acclamato successo letterario, A sangue freddo, che lo aveva reso il beniamino dell’intellighènzia di Manhattan aprendogli le porte dei salotti bene che si contendevano il suo spirito caustico, i suoi succosi pettegolezzi, le sue argute analisi e la sua omosessualità sbandierata con orgoglio.

Ormai sempre più preda di alcol e droghe, Truman – che sta scrivendo a fatica un nuovo libro, Preghiere esaudite – è ancora tuttavia il favorito della più chic ed esclusiva cerchia newyorchese, quella tutta al femminile che ruota attorno alla ricchissima BarbaraBabe” Paley e alle sue amiche intime Slim Keith, C.Z. Guest, Lee Radziwill (sorella di Jacqueline Kennedy). “The Swans”, i Cigni, come ama definirle Truman: immacolate, perfette, ammantate di una regale eleganza.

Naomi Watts è Babe Paley in Feud 2: Capote vs The Swans
Naomi Watts è Babe Paley in Feud 2: Capote Vs. The Swans

Quattro donne potentissime che, nel tempo e malgrado tutto, sono rimaste vicine allo scrittore confidandogli i retroscena inenarrabili della New York che conta, ma anche gli scheletri nell’armadio delle loro più care amiche e, talora, anche i propri segreti più inconfessabili. Fin quando, un giorno, i Cigni di New York non trovano spiattellate per filo e per segno le loro magagne in un articolo di Esquire intitolato La Côte Basque1965, firmato proprio da Truman (qui in versione integrale). Una disamina al vetriolo che dovrebbe anticipare il libro che egli non riesce a portare a termine e che, prendendo il nome dal ristorante newyorchese preferito da Babe e dalle sue sodali, racconta con dovizia di particolari gli intrallazzi più sordidi delle influenti signore newyorchesi, non premurandosi neppure di nascondere a dovere l’identità delle dirette interessate.

Uno scandalo senza precedenti che porterà addirittura al suicidio una delle socialite spietatamente ritratte nell’articolo, e che determinerà una profonda spaccatura fra i Cigni e Capote, rendendolo un paria nel Gotha newyorchese che un decennio prima egli teneva in pugno. Oltre a fare di lui l’oggetto della “vendetta tremenda vendetta” delle donne offese nel loro onore, determinate a distruggere con ogni mezzo l’ex amico del cuore divenuto esecrabile delatore delle loro confidenze. Poiché, parafrasando William Congreve ne La sposa piangente, è quanto mai vero che “l’inferno non conosce furie paragonabili a una donna tradita”.

Diane Lane, Demi Moore, Chloë Sevigny in Feud 2: Capote vs The Swans
Diane Lane, Demi Moore, Chloë Sevigny in Feud 2: Capote Vs. The Swans

Questa, in breve, la trama di Feud 2: Capote Vs. The Swans – “Capote contro i Cigni” – del prolifico autore e regista Ryan Murphy. Dopo aver esplorato nella prima stagione il rapporto malsano e la faida che legava le due dive del cinema Joan Crawford (Jessica Lange) e Bette Davis (Susan Sarandon), nel secondo atto della sua serie antologica Feud, Murphy riunisce attorno al protagonista Tom Hollander nei panni di Capote uno stellare cast femminile capitanato dalla fenomenale Naomi Watts (Babe). Una compagine di professioniste d’eccezione che vede gareggiare in bravura Diane Lane (Slim), Chloë Sevigny (C.Z.), Calista Flockhart (Lee) e, come comprimarie, Demi Moore (Ann Woodward), Molly Ringwald (Joanne Carson) oltre alla stessa Jessica Lange, in un cameo nei panni del fantasma di Lillie Mae, madre di Truman e autentico “cigno nero” della tragedia.

Menzione particolare anche al compianto Treat Williams nelle vesti del fedifrago Bill Paley, suo ultimo ruolo prima dell’incidente motociclistico nel quale l’indimenticato attore di Hair ha perso la vita, e a Joe Mantello nella parte di Jack Dunphy, storico amante di Capote che cerca in tutti i modi di salvare lo scrittore dalla discesa all’inferno e dal cupio dissolvi nel quale egli sprofonda definitivamente dopo la rottura con i suoi Cigni.

Oltre ad allestire un accurato e suggestivo tableau vivant che ritrae la New York elegante, ma quanto mai ipocrita, degli anni Sessanta-Settanta, la serie di Ryan Murphy si premura anche di sviscerare le vere ragioni che portarono Truman Capote a tradire – all’apparenza insensatamente – le sue benefattrici e, di conseguenza, a completare la sua parabola di autodistruzione compromettendo in maniera irrimediabile la sua carriera e anche la sua stessa esistenza.

Truman Capote e i "Cigni" della New York altolocata
Truman Capote e i “Cigni” della New York altolocata

Quale fu, insomma, il movente che spinse lo scrittore a pubblicare quell’articolo infamante? Atavici problemi irrisolti con la madre anaffettiva? Echi malevoli della sua triste infanzia solitaria? Bieca irriconoscenza verso coloro che si professavano sue amiche? Invidia meschina nei confronti della loro ricchezza e influenza? O forse quegli apparentemente immacolati e perfetti Cigni, così come la loro controparte in natura, dietro il loro candido piumaggio e la loro regale alterigia nascondevano un lato violento, inquietante e oscuro che meritava di essere esposto al pubblico ludibrio? La risposta nell’imperdibile Feud 2: Capote Vs. The Swans.

Naomi Watts, Tom Hollander, Chloë Sevigny, Demi Moore, Calista Flockhart, Diane Lane, Treat Williams e Molly Ringwald in Feud 2: Capote vs The Swans
In senso orario: Naomi Watts, Tom Hollander, Chloë Sevigny, Calista Flockhart, Molly Ringwald
Treat Williams, Diane Lane, Demi Moore in Feud 2: Capote Vs. The Swans
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