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Film Tv sabato 26 settembre. La7 ricorda Giancarlo Siani con Fortapàsc

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Libero De Rienzo è Giancarlo Siani in Fortapàsc

Fortapàsc: l’omicidio Siani raccontato dal film di Marco Risi. Libero De Rienzo interpreta il giornalista assassinato da Cosa Nostra il 23 settembre 1985

Tra i film Tv di sabato 26 settembre 2020, abbiamo scelto Fortapàsc di Marco Risi in onda su La7 alle 16.00. La pellicola ripercorre gli ultimi mesi di vita di Giancarlo Siani, giornalista assassinato da Cosa Nostra il 23 settembre 1985, a soli ventisei anni.

Fra gli autori della sceneggiatura anche Andrea Purgatori, che il giorno del 35mo anniversario della morte di Giancarlo ha presentato uno speciale del suo Atlantide (qui è possibile rivederlo), seguìto dal film. Andrea Parrella, su Fanpage.it, ha lodato l’omaggio di La7 al giornalista assassinato, stigmatizzando al tempo stesso l’assenza di commemorazioni nei canali Rai. Linea di condotta che ha suscitato anche le critiche del Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi.

Per chi si fosse perso il film qualche giorno fa, può recuperarlo oggi pomeriggio sempre su La7.

La7

La7, 16.00

Fortapàsc (2009) di Marco Risi. Con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Ennio Fantastichini, Massimiliano Gallo, Ernesto Mathieux, Gigio Morra, Gianfelice Imparato, Antonio Buonuomo, Salvatore Cantalupo, Gianfranco Gallo, Renato Carpentieri, Ivano Marescotti, Maria Lauria

Cronaca degli ultimi quattro mesi di vita di Giancarlo Siani (De Rienzo), giornalista precario del Mattino di Napoli praticante in una sede distaccata. Il giovane Giancarlo scrive di cronaca nera scavando nei rapporti tra politica e criminalità organizzata. Le sue inchieste sulla spartizione dei fondi post-terremoto iniziano a diventare troppo scomode, culminando in arresti e condanne di personaggi di spicco, fra cui il sindaco di Torre Annunziata (Fantastichini). Trasferito nella sede centrale del giornale a Napoli, Giancarlo ignora che su di lui pesa una sentenza di morte ordinata dal clan camorristico dei Nuvoletta per volontà dei Corleonesi di Totò Riina. Il 23 settembre 1985, seduto nell’amata Citroën Méhari verde acido sotto casa sua, il giornalista viene ucciso a soli ventisei anni. Colpevole soltanto di voler fare il suo mestiere con serietà e rigore.

Fortapàsc: affresco non scontato e non manicheo

Il film “intreccia la vita di redazione in una sede distaccata (la Torre Annunziata del boss Valentino Gionta [M. Gallo] con lo scontro di potere fra Lorenzo Nuvoletta (Buonuomo) e Carmine Alfieri (Morra), cercando di lasciare spazio anche alla vita sentimentale del giovane. Ne esce un quadro non scontato e soprattutto non manicheo, dove l’impegno civile nasce dalla passione giornalistica e l’occhio del regista (e della macchina da presa) passa dalla dispersione iniziale alla ricerca dell’essenzialità” (Paolo Mereghetti). Libero De Rienzo come Miglior Attore Protagonista e la sceneggiatura di Jim Carrington, Andrea Purgatori, Marco Risi e Maurizio Cerino furono candidati al David di Donatello e al Nastro D’Argento. Il titolo deriva dall’ironico soprannome con cui Siani definiva Torre Annunziata, alludendo alla guerra fra clan che vi infuriava. Nel film, Libero De Rienzo guida la vera Citroën Méhari appartenuta a Giancarlo Siani. Qui una scena.

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