Rai, Anzaldi: “Italia in emergenza: giornalisti rimandino sciopero”

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Michele Anzaldi, Segretario della Commissione di Vigilanza Rai

di Marco Zonetti 🖋️

Secondo il calendario domani sarà il 29 dicembre. Una data che, un tempo, era una sorta di sonnacchioso preludio alla chiusura dell’anno e all’inizio di quello nuovo. Una parentesi sonnolenta tra Natale e la notte di San Silvestro, con la politica in vacanza, i palazzi del potere chiusi, i bambini a casa da scuola, e così via.

In questo 2021, invece, il 29 dicembre si preannuncia frenetico come non è mai stato. In primis, la politica non è affatto in vacanza e i palazzi del potere non sono chiusi, visto che il Parlamento dovrà votare la legge finanziaria, ovvero il provvedimento più importante dell’anno. Il tutto mentre in Italia aumentano i contagi da Covid-19 e il dilagare della variante Omicron sta preoccupando il Governo, al punto da indurlo a convocare una riunione straordinaria a Palazzo Chigi, sempre per domani, 29 dicembre.

E dulcis in fundo ecco che, sempre per domani, ̬ stato proclamato (e confermato) lo sciopero degiornalisti della Tv di Stato; sciopero che prevede un silenzio audio-video dalle 7 di mattina fino a mezzanotte. Uno sciopero che potrebbe davvero mettere in ginocchio la Rai, in una giornata Рcome abbiamo sottolineato prima Рcruciale per il Paese.

Il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv), interpellato da VigilanzaTv, auspica a tal proposito che la manifestazione venga rinviata. “Fermo restando che il diritto di sciopero è sacrosanto, inviterei gli organizzatori e giornalisti a ripensarci”, ci dice l’On. Anzaldi. Precisando che: “Rispetto a quando è stato indetto lo sciopero, oggi la situazione è del tutto cambiata e sarebbe opportuno secondo me valutare di spostarlo ad altra data“.

In che senso è cambiata?

“Mi permetto di segnalare i punti principali a conforto della mia dichiarazione. Una fase politica già complicata per l’elezione a ridosso del Quirinale diventata complicatissima per un ritardo eccessivo nella trasmissione del testo della Finanziaria al Parlamento. Il 29 dicembre, che tradizionalmente era una giornata tranquilla, è diventata di fatto di estrema rilevanza politico-istituzionale, visto che il Parlamento dovrà votare la Legge Finanziaria, in un’atmosfera di grandi malumori per via dei ritardi“. “Basti pensare” – prosegue l’On. Anzaldi – “che ieri 27 dicembre il Presidente Luigi Marattin ha dichiarato che ‘la Commissione Finanze della Camera, col sostegno di tutti i gruppi di maggioranza, ha deliberato di non esprimere il proprio parere di competenza alla Commissione Bilancio circa il Disegno di Legge di Bilancio 2022’, cosa mai avvenuta prima.

Senza contare l’emergenza da Covid-19…

“Per l’appunto. La pandemia continua a preoccupare , la variante Omicron spaventa e, per domani 29 dicembre, è stata addirittura convocata una riunione del CTS a Palazzo Chigi per valutare eventuali modifiche alle tempistiche della quarantena.”

E in una giornata così densa di avvenimenti cruciali per l’Italia, i giornalisti Rai sciopereranno.

“Sì, innanzitutto come ci siamo detti ieri, sarebbe opportuno che organizzatori e Rai chiarissero i loro comunicati, visto che l’addotta ragione dello 0.5% di share del Tg Sport notturno sui canali 57 e 58, per la quasi totalità degli italiani è incomprensibile. Qualora poi lo sciopero avesse luogo, la Rai erogherà i suoi servizi in forma ridotta dalle sette del mattino fino alle 24.00, rischiando non soltanto di non garantire l’informazione e il Servizio Pubblico, a maggior ragione in un momento vitale per il Paese, ma anche di far disaffezionare sempre più gli utenti inducendoli a sintonizzarsi ulteriormente sulle Tv commerciali.”

Che però – oltre il danno, la beffa – non prevedono il canone, quando invece paghiamo quello Rai…

“Sì, a confermare ancora una volta il fatto che il canone Rai è troppo elevato a fronte del servizio reso e che ormai il Servizio Pubblico lo fanno le televisioni commerciali. E suffragando nuovamente le parole di Urbano Cairo in un convegno di Forza Italia del 2016, nel quale affermò: ‘Siamo così sicuri che il Tg di Mentana sia meno di un Tg di servizio pubblico Rai?’. Qualora, nella fatidica data di domani 29 dicembre, la Rai dovesse funzionare a regime ridotto, mai parole sarebbero più condivisibili.”

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