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Rai. Il pasticciaccio brutto della piattaforma culturale abortita

Rai piattaforma culturale Netflix della cultura italiana MiBACT Chili TV

Il caso della “Netflix della Cultura italiana”, che il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di affidare a una NewCo con Cassa Depositi e Prestiti e Chili Tv, sta diventando l’ennesima patata bollente per l’Amministratore Delegato Fabrizio Salini.

Ragione sociale

Dopo la nostra intervista al Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi e a seguito delle speculazioni della stampa, secondo le quali la Rai con la sua RaiPlay era stata “snobbata” a vantaggio di una piattaforma privata, è arrivato il consueto diplomatico e vago comunicato stampa da Viale Mazzini. A sottolineare che la Rai avrebbe scelto deliberatamente di non partecipare al progetto. Questo perché “per il suo status di tv pubblica non avrebbe potuto vendere biglietti per un concerto o uno spettacolo teatrale […]”. E ancora: “Nella valutazione di Rai di non presentare una manifestazione di interesse e quindi di non prendere parte alla gara pubblica che poi ha avuto luogo, ha pesato la propria ‘ragione sociale’. Fare altrimenti avrebbe richiesto una serie di passaggi al fine di fare una proposta a pagamento, con tempi non compatibili con la partecipazione alla piattaforma“.

Chi ha deciso?

A parte la fumosità della risposta, non appena è stato diramato questo comunicato, a Viale Mazzini si è scatenato un putiferio. Quando mai è stata comunicata ufficialmente in Consiglio di Amministrazione la decisione di non partecipare al progetto? E chi lo avrebbe deciso in ultima analisi? Un’altra delle scelte arbitrarie dell’Amministratore Delegato messe in atto senza consultare i Consiglieri di Amministrazione? Questo l’interrogativo che scuote l’azienda e che, senz’altro, susciterà delle reazioni infuocate. Specie per quanto riguarda il passaggio del comunicato di Viale Mazzini, secondo cui “la stessa Rai è aperta […] a collaborare con la futura piattaforma anche mettendo a disposizione il proprio patrimonio di archivio”. Secondo quali modalità, si domandano in azienda, sarà dato accesso al repertorio Rai? Insomma, un pasticciaccio brutto. L’ennesimo.

Il M5s vuol vederci chiaro

Per giunta, dopo il comunicato, è stata resa pubblica la posizione ufficiale del M5s attraverso un’interrogazione parlamentare degli esponenti pentastellati della Commissione Cultura in Senato. Preoccupati del fatto che Chili Tv risulta indebitata, i grillini chiedono delucidazioni al MiBACT e sono pronti a interpellare la Commissione di Vigilanza Rai per capire come mai la Tv pubblica non abbia partecipato al progetto. Fra le perplessità, anche il fatto che Chili Tv è stata fondata da Stefano Parisi, ex candidato a sindaco a Milano per il Centrodestra. A Fanpage.it, la Capogruppo in Commissione cultura del M5s Laura Granato dichiara di voler vederci chiaro e di non escludere nulla. Anche noi.

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