Rai, tangenti per comprare film russi mai trasmessi. Condannato ex dirigente

Rai

di Marco Zonetti 🖋️

Parliamo di film – russi nientemeno, con tutto ciò che evoca in questo periodo storico la parola – e la vicenda comincia proprio come un film. Tutto ha inizio il 27 gennaio 2013, quando il 46enne Alexei Vidakis e la madre ultrasettantenne Anna Maria Rinaldini periscono nel rogo della loro abitazione in Viale Aldini a Bologna. Gli inquirenti cercano dunque di stabilire le cause dell’incendio – che si rivelerà scoppiato per cause accidentali – aprendo però inaspettatamente un vaso di Pandora di tutt’altra natura. Da alcuni documenti contenuti in un Pc risparmiato dalle fiamme che hanno devastato l’appartamento di via Aldini, la guardia di finanza apprende infatti dell’esistenza di una serie di illeciti relativi ai film russi distribuiti e venduti alla Rai da Vidakis, titolare della società Mosfilm.

In tali documenti, le forze dell’ordine scoprono tracce dei rapporti di Vidakis con Enzo Sallustro, allora vicedirettore di Rai Gold, che viene a quel punto accusato di aver ricevuto denaro – 41.500 euro per la precisione – “per predisporre elenchi di film i cui diritti la Tv di Stato aveva acquistato da alcune società, fra cui quella di Vidakis, o per determinare entità o tempi di definizione di contratti”. Nel settembre 2017, Sallustro viene poi condannato a due anni e otto mesi di reclusione, e alla confisca degli oltre quarantamila euro, prezzo della corruzione che gli veniva contestata.

Ma non è finita. Con la morte di Vidakis, alla Mosfilm erano infatti subentrate altre due società venditrici di pellicole russe, la Myra Film e le Edizioni De Angelis, e a quanto pare la dinamica era rimasta la stessa. Tanto che in questi giorni l’ex dirigente della Tv di Stato Sallustro è stato nuovamente condannato a tre anni e otto mesi di carcere per una bustarella di 20.800 euro. Ancora una volta per l’acquisto di film russi da parte della Rai, di nuovo mai trasmessi.

Condannata dai giudici della seconda sezione penale anche la moglie di Sallustro, Chiara Cordelli, alla quale sono stati comminati due anni e otto mesi di reclusione. Secondo il Pm Morena Plazzi, fu proprio sul conto della Cordelli che venne accreditata la presunta tangente tramite un bonifico disposto da Marco Duradoni, Sergio De Angelis e Monica Vitiello, titolari della Myra Film e delle Edizioni de Angelis, condannati a loro volta a due anni e otto mesi.

Roberto Afeltra, legale di Sallustro, si dice dal canto suo “meravigliato della sentenza” giacché i vertici della Rai, parte civile assistita dagli avvocati Maurizio Bellacosa e Francesco Dottore, avevano escluso che l’accusato avesse il potere di decidere la formazione dei palinsesti.

Mentre, ai tempi della prima condanna, Enzo Sallustro aveva commentato così la sentenza con Il Fatto Quotidiano, negando ogni addebito: “Il mio ruolo nel 2012 all’epoca dei fatti, quando ero solo funzionario, non mi consentiva di avere potere di acquisto. Quando mi si contestano i prezzi gonfiati io non so di che cosa si parla. Non ho la possibilità di firmare né contratti, né richieste di acquisto. Segnalo film da quando ho iniziato a lavorare in Rai, ma questi a volte possono essere comprati, a volte no. E poi le pare che, se avessi voluto fare qualcosa di illecito mi facevo fare dei bonifici bancari? Tracciabili?”. Una versione che tuttavia, a conti fatti, non ha convinto i giudici.

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