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In Rai rischia di comandare ancora Casalino. Anzaldi alle Camere: “Velocizzare cambio vertici”

Casalino

Rocco Casalino, che da settimane imperversa come ospite in ogni talk show televisivo, continuerà a comandare in Rai malgrado la caduta di Giuseppe Conte e l’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi? Il rischio c’è, almeno secondo il Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv), che sollecita da tempo la velocizzazione delle procedure per il cambio dei vertici della Tv pubblica, a tutt’oggi – dopo aver resistito all’avvicendamento di ben tre governi – in mano all’Ad Fabrizio Salini in quota M5s. M5s che governa per giunta il Tg1 di Giuseppe Carboni e la Rai3 di Franco Di Mare.

Oggi, giovedì 11 marzo 2021, come scrive Il Foglio, il CdA Rai darà il via al regolamento che avvia la nomina del nuovo consigliere di amministrazione scelto dai dipendenti (attualmente è in carica Riccardo Laganà). Mentre i Presidenti delle due Camere sembrano fare orecchie da mercante non solo alle sollecitazioni dell’On. Anzaldi ma anche all’invito esplicito del Presidente della Vigilanza Rai Alberto Barachini, che li ha spronati con una lettera diversi giorni fa. Lettera che non ha mai avuto riscontro.

A tal proposito scrive l’On. Anzaldi su Facebook: “I presidenti delle Camere Fico e Casellati continuano a risultare inadempienti e si ostinano a non pubblicare gli avvisi per far partire la selezione dei nuovi consiglieri che saranno nominati dal Parlamento. Perché questa perdita di tempo? Addirittura le Camere arrivano dopo la Rai su questo passaggio fondamentale? Qualcuno vuole consentire che i nuovi palinsesti della stagione autunnale siano decisi ancora da Casalino?

E ancora: “Continuare a ritardare l’adempimento di questo obbligo di legge significa lasciare che l’attuale Cda decida anche la programmazione del prossimo anno, ipotecando quindi decisioni che devono invece spettare al nuovo amministratore delegato e al nuovo Consiglio. Perché i partiti non incalzano i presidenti? E’ trascorsa una settimana dalla lettera di sollecito inviata dal presidente della commissione di Vigilanza Barachini, con il sostegno unanime di tutta la commissione, ma i presidenti di Camera e Senato non si sono degnati neanche di rispondere. Gli avvisi avrebbero dovuto essere pubblicati sui siti delle Camere già dal primo marzo, oltre dieci giorni fa“.

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