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Caffè di Rai1 corretto con vodka. Strabioli colloca Canova nel ‘500

Per Pino Strabioli, Antonio Canova (1757-1822) e Paolina Borghese sono del Cinquecento. E se ne compiace pure: “Pennellata di cultura”…

Un Caffè di Rai1 corretto con vodka. Non c’è altra spiegazione per giustificare l’assurdo strafalcione di Pino Strabioli, conduttore della trasmissione mattutina del sabato sull’Ammiraglia Rai.

Come si può vedere nel video qui sopra, Strabioli – che fa il bello e il cattivo tempo sulla rete diretta dal suo grande amico Stefano Coletta – colloca Antonio Canova e Paolina Borghese nel Cinquecento.

Svarioni e Autocompiacimenti

Non solo pronuncia tale eresia mentre scorrono le immagini della scultura di Paolina Borghese, alias Paolina Bonaparte, alias sorella di Napoleone e quindi impossibile a piazzarsi in periodo rinascimentale. Ma egli rincara pure la dose leggendo fischi per fiaschi, e scambiando 1757 con 1557, tanto da autocompiacersi “Avevo azzeccato anche il periodo. Siamo in pieno neoclassicismo. Pennellata di cultura (!)“.

Tiramani (Lega): “Figuraccia epica”

Una cantonata colossale che il deputato Paolo Tiramani, Capogruppo leghista della Commissione di Vigilanza Rai, ha severamente stigmatizzato. “Passa inosservata” ha dichiarato, “la figuraccia epica alla quale gli spettatori di un programma mattutino di Rai1 hanno assistito in diretta“.

“In Rai per bocca di un noto conduttore si colloca lo scultore neoclassico Antonio Canova nel ‘500, sbagliando di parecchi secoli e facendo un pessimo servizio pubblico”.

Servita a poco l’importazione di risorse da Rai3

E’ servita a poco a Rai1 l’importazione di risorse dal terzo canale, vero serbatoio dell’intellighenzia di una certa parte politica. Perché con queste figure barbine ormai possiamo dire di esserci lasciati alle spalle i tempi in cui la televisione di Stato era anche veicolo di cultura”.

Melassa pressapochista

Pino Strabioli (assieme al suo dante causa Coletta) era da poco finito nel mirino di Aldo Grasso. Sulle pagine del Corriere della Sera, nella sua rubrica A fil di rete, il critico Tv ha infatti aspramente criticato il suo omaggio a Franca Valeri, Essere Franca.

Secondo Grasso, “La solita melassa firmata Pino Strabioli“. Il quale “rappresenta l’idea di Tv che ha il direttore Stefano Coletta. L’aria fintamente minimalista, molto zelo compiacente, il pressapochismo organizzato dei teatranti. Un po’ Cecioni, un po’ Cesira, ma mai Snob”. Chissà cosa ne penserà la firma del Corriere della topica agghiacciante di cui sopra.

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