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Rai1 si scusa per Corona a Linea Bianca. Azienda allo sbando

Corona Rai1
Mauro Corona e Bianca Berlinguer

Ieri abbiamo dato per primi la notizia dell’epifania sull’Ammiraglia Rai dell’alpinista Mauro Corona, cacciato dalla porta di Rai3 dal direttore Franco Di Mare solo per rientrare dalla finestra di Rai1 a Linea Bianca. Ci siamo anche domandati se la Rai non prenda in giro il telespettatore e la stessa Commissione di Vigilanza, visto che in audizione il direttore Di Mare tuona contro Corona e poi ce lo ritroviamo pochi giorni dopo ospite sulla Prima Rete Rai. Già perdonato per il suo “taci, gallina” rivolto a Bianca Berlinguer in diretta, o frutto della consueta disattenzione che regna a Viale Mazzini?

Mauro Corona a Linea Bianca: le scuse di Rai1

A stretto giro, l’Ammiraglia Rai ha quindi diramato una nota che pubblichiamo di seguito. “In merito all’intervista allo scrittore Mauro Corona trasmessa nella puntata di ieri di Linea Bianca, Rai1 si scusa per la disattenzione di non essersi attenuta alla linea aziendale riguardante la presenza di un ospite che in un altro contesto si è lasciato andare ad un’espressione inaccettabile sul piano della parità di genere in violazione del Codice etico della Rai“. Tanta solerzia verrà impiegata anche per stigmatizzare le parole di Luciana Littizzetto contro Wanda Nara nella puntata di Che Tempo che fa del 6 dicembre 2020, che vedrà la parte offesa adire le vie legali? Vedremo.

Sbando a Viale Mazzini

L’ennesimo caso Corona, gli svarioni dei Tg, i casi diplomatici e gli scandali praticamente quotidiani che colpiscono la Rai disegnano una situazione di sbando nella Tv pubblica pagata dal canone. Lo segnala amaramente anche la Consigliera di Amministrazione Rita Borioni (Pd) in un post sui social network. Secondo Rita Borioni, in Rai manca la terzietà necessaria per svolgere un lavoro sereno in CdA, lamentando il fatto che né l’Ad Fabrizio Salini né il Presidente Marcello Foa informano il Consiglio delle loro decisioni o linee di condotta. Preferendo affidarsi a stampa, veline e indiscrezioni anziché alle comunicazioni ufficiali. E questo anche su temi di competenza del CdA.

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