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Rete Unica, Anzaldi: “Se i tempi sono quelli annunciati da Cdp siamo al fallimento”

Open Fiber Tim Cdp rete unica

L’accordo fra Tim e Cassa Depositi e Prestiti per la rete unica e le parole dell’Ad Palermo suscitano perplessità in molti osservatori, fra cui Tiscar, Bassanini, Bernabè e Anzaldi.

Rete unica: l’accordo Tim-Cdp continua a tenere banco sui media, suscitando qualche perplessità in alcuni attenti osservatori. Abbiamo già citato i dubbi di Raffaele Tiscar e del Deputato Michele Anzaldi (Iv).

Quest’ultimo torna sull’argomento in un post Facebook commentando le ultime dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti. “Entro due anni” ha annunciato Fabrizio Palermo al quotidiano La Repubblica, “gli italiani avranno la rete unica ultraveloce”.

“Cinque anni sono troppi” ha aggiunto. “Puntiamo a una forte accelerazione perché non è affatto banale l’integrazione delle reti e bisogna superare l’esame delle Autorità di controllo, nazionali ed europea“.

Le perplessità di Michele Anzaldi

“L’Ad di Cdp Fabrizio Palermo” ha commentato l’On. Anzaldi su Facebook, “ammette che ci vorranno almeno 2 anni per avere la fibra in tutta Italia col nuovo progetto della ‘rete unica’. Gli stessi tempi previsti da Open Fiber per completare il suo piano, già finanziato e in corso di realizzazione.

Ma allora quale è la convenienza per i cittadini? Perché usare i soldi dei risparmi postali dei cittadini per un’operazione che sembra guardare solo al salvataggio di Tim e del suo debito monstre e non ai servizi per gli utenti?

Un fallimento annunciato?

“E’ urgente che ne discuta il Parlamento” prosegue ancora il Deputato renziano, “se la tempistica è quella annunciata da Palermo saremmo di fronte ad un fallimento annunciato. E vista la complessità tecnologica e autorizzativa dell’operazione, sembra impossibile che si possa fare prima”.

“Chiederò alla mia collega Raffaella Paita, presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, di valutare se non sia opportuno avviare subito audizioni con esperti. Quali Franco Bassanini, Franco Bernabé, Raffaele Tiscar che hanno posto seri ed autorevoli interrogativi sull’accordo Tim-Cdp”.

Raffaele Tiscar, esperto di telecomunicazioni ed energia, già vicesegretario generale con delega sulla banda larga a Palazzo Chigi, non ravvisa interesse pubblico nell’operazione Tim-Cdp per la rete unica. E, anch’egli come l’On. Anzaldi, paventa il rischio che i soldi del Recovery Fund siano usati in realtà per ripulire i conti di Tim anziché per mettere in campo investimenti per il Paese.

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