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Sanremo. Amadeus minaccia di lasciare e in Rai crescono dubbi sulla sicurezza dell’evento

amadeus Sanremo Rai

Sanremo 2021 è nato sotto una cattiva stella, su questo non ci piove. Così come sono stati investiti dalla sfortuna tutti gli eventi pubblici, le kermesse, le manifestazioni in tutto il mondo. E’ il Covid-19, bellezza. E non si capisce per quale motivo teatri e cinema dovrebbero restare chiusi mentre in diretta nazionale, al Teatro Ariston, il pubblico di figuranti balletta e canticchia. Che cosa c’è da ballettare e canticchiare, per giunta, con centinaia di morti al giorno?

Il tweet del Ministro Franceschini che ha gelato la preparazione della kermesse canora – nella quale si è capito che la tutela e la promozione della “canzone italiana” sono del tutto marginali e che si pensa soprattutto ai 40 milioni di euro che la Rai ricaverebbe in pubblicità – ha suscitato un terremoto a Viale Mazzini, dove si sta svolgendo un serrato CdA nel quale Sanremo 2021 è la voce più importante all’ordine del giorno. Da leggere, a tal proposito, la disamina di Bloggorai con similitudine fra le manovre (disperate) per Sanremo e quelle per formare il nuovo Governo.

E le parole di Franceschini hanno scatenato l’ira del conduttore e direttore artistico Amadeus, che in un incontro con l’Ad Rai Fabrizio Salini, si è detto pronto a lasciare le redini del Festival. Ma in Rai, anziché stracciarsi le vesti e cadere in ginocchio al cospetto del conduttore implorandolo di restare, sono molti a obiettare che non spetta a lui decidere, e che egli non ha alcuna voce in capitolo in materia di ordine e sanità pubblica. La responsabilità in tutte le sedi se dovesse accadere qualcosa, infatti, è dell’azienda e non di collaboratori, chiunque essi siano.

Intanto, con il mondo dello spettacolo piagato dalla chiusura di teatri e cinema pronto a sollevarsi nel caso in cui si sospettasse anche solo una infinitesimale deroga per il Festival, una crisi di Governo che scombina le acque anche alla Rai e che potrebbe sconvolgere gli equilibri politici in seno all’azienda, e un’Italia che ha ben poco da stare allegra, la querelle su Sanremo 2021 con il rimpallo tra Istituzioni e Viale Mazzini sta diventando sempre più esasperante, del tutto anacronistica e offensiva.

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